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Ticino
Sozzi lascia: "Ci dispiace, nulla da rimproverargli"
Sozzi lascia: "Ci dispiace, nulla da rimproverargli"
Sozzi lascia: "Ci dispiace, nulla da rimproverargli"
Redazione
9 anni fa
L'UDC di Lugano commenta il possibile addio. Per il PS il suo successore dovrà affrontare le tensioni tra i dipendenti

È arrivato nel pomeriggio il comunicato ufficiale di Lugano Airport per chiarire i contorni dell’addio, anticipato ieri dal Caffè, del direttore dello scalo Alessandro Sozzi, in carica dal 2010 (ved articolo suggerito). Alla base di questa decisione, aveva spiegato il domenicale, i contrasti con una parte del consiglio d’amministrazione ed i rapporti non sempre idilliaci con il Municipio, soprattutto per quanto concerne la gestione del personale ed in particolare per l'audit interno voluto per fare chiarezza sul clima di lavoro allo scalo.

“Ora bisognerà trovare una figura che abbia la fiducia del Sindaco e del Municipio”, ha commentato il presidente del PS di Lugano Raoul Ghisletta. “Sozzi, come manager, ha svolto correttamente il suo lavoro”. Le criticità più grosse, ricordiamo, riguardavano le tensioni sul posto di lavoro, ed è proprio su questo punto che bisognerà intervenire: “Il suo successore dovrà risolvere gli elementi di criticità e migliorare il clima di lavoro”, conclude Ghisletta.

Da sinistra passiamo invece a destra, con il Gruppo UDC che ha ribadito il proprio sostegno alla figura di Sozzi. “Prendiamo atto della sua decisione. Ci dispiace, avrà avuto i suoi motivi – spiega il capogruppo Tiziano Galeazzi, che ribadisce la posizione del Gruppo – Come UDC abbiamo sempre sostenuto l’aeroporto ma visti i futuri investimenti vorremmo avere maggiori informazioni che esulano dal semplice credito di 21 milioni previsto dalla città. Oggi abbiamo in ogni modo una direzione aeroportuale che si occupa solo delle strutture a terra ma a nostro giudizio ci vorrebbero degli esperti e tecnici in grado di sviluppare piani commerciali e di business".

E non è tutto. Anche tutto quanto ruota attorno all’aeroporto, dai servizi passeggeri, (shuttle e taxi con prezzi concorrenziali) al commercio che potrebbe svilupparsi attorno andranno coordinati. Attualmente la struttura ospita all’anno ca. 150'000 passeggeri ma il reale punto critico di Agno sta al di sopra dei 500'000 passeggeri. Dalle 2 o 3 rotte settimanali (troppo misere per mantenere una struttura cosi) si dovrà passare a diversificare ulteriori rotte cittadine con Paesi europei. Alptransit, che molti vedono come concorrente, dovrà essere complementare e portare nostri confederati a Lugano per imbarcarsi. Zurigo è molto caro e intasato, se noi potessimo abbattere i costi di viaggio, avremmo potenziali clienti a 2 ore di treno da Lugano".

"Ci aspettiamo anche da parte di Darwin maggior sforzo nel mettere in campo più scelte e luoghi dove volare. Sappiamo tutti che i trasporti aerei fanno parte della mobilità e del commercio strategico, quindi bisognerà insistere di volare city to city in Europa. Gli aerei della flotta sono adatti per distanze medio-corte e la meccanica delle macchine è adeguata per un aeroporto difficile come Lugano".

Non per ultimo il Cantone "dovrebbe esporsi maggiormente e riconoscere Lugano Agno come l’aeroporto cantonale" e la compagnia di oggi "essere considerata 'compagnia regionale ticinese' a tutti gli effetti".

"Solo con queste premesse Lugano sopravviverà. L’UDC luganese, prima di votare i crediti si aspetta maggior chiarezza sugli affitti degli hangar, piani di business commerciali da poter consultare e che vi siano dei privati già coinvolti, evitando di lasciare Lugano sola con tutti i rischi sulle spalle dei contribuenti. Questo è il momento di agire. Le parole non servono più".

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