
Quattro aspetti per affrontare il problema del sovraffollamento carcerario in Ticino. È il contenuto della mozione del Gruppo parlamentare PLR (primo firmatario il deputato Patrick Rusconi), che chiede al Governo di «attivarsi a Berna per il rimpatrio degli stranieri autori di reato e per la certezza delle pene».
«Una duplice problematica»
«La situazione del sovraffollamento delle strutture carcerarie ticinesi», viene spiegato, «rappresenta da tempo una criticità strutturale per il nostro Cantone. Gli istituti di pena risultano occupati in larga parte da persone di nazionalità straniera (anche se mancano statistiche ufficiali), molte delle quali condannate per reati contro il patrimonio, traffico di stupefacenti o altri reati che incidono direttamente sulla sicurezza della popolazione». Questa situazione «genera una duplice problematica: da un lato, mette sotto pressione il sistema penitenziario cantonale, con costi crescenti a carico della collettività e disagio nel personale di sorveglianza e di accompagnamento, come emerso proprio in questi giorni; dall’altro, rischia di compromettere l’effettività dell’azione penale, qualora la carenza di posti renda difficoltosa l’esecuzione tempestiva delle pene o l’adozione della carcerazione preventiva nei casi necessari».
«Serve un intervento coordinato»
Alla luce di questo, per il gruppo Plr «si impone una riflessione e un intervento coordinato su due livelli: da una parte, l’adeguamento – anche provvisorio, nell’ottica di una riduzione dei costi – della capacità delle strutture carcerarie cantonali, affinché nessun autore di reato debba evitare l’incarcerazione per mera mancanza di posti; dall’altra, un’azione incisiva presso la Confederazione affinché vengano rafforzati gli strumenti di cooperazione internazionale per la riammissione e il trasferimento degli stranieri condannati».
Questione sicurezza
La sicurezza, viene aggiunto, «è una funzione essenziale dello Stato e che le decisioni giudiziarie devono essere eseguite in modo coerente ed efficace. La credibilità dello Stato di diritto esige che chi delinque subisca le conseguenze previste dall’ordinamento giuridico e che l’esecuzione delle pene non sia ostacolata da carenze organizzative o lacune nella cooperazione internazionale. In particolare, desta preoccupazione la presenza significativa di cittadini provenienti da Paesi del Maghreb tra gli autori di determinati reati commessi nel nostro Cantone. L’assenza o l’insufficienza di accordi di riammissione efficaci con taluni Stati rende complesso, se non impossibile, procedere al rimpatrio dei condannati o al trasferimento dell’esecuzione della pena nel Paese d’origine, come avviene già per alcuni casi particolari». Il Canton Ticino, viene infine scritto, «in quanto territorio particolarmente esposto a fenomeni di criminalità transfrontaliera e itinerante, ha il dovere di far sentire con forza la propria voce presso la Confederazione»
In virtù di quanto premesso, si invita il Consiglio di Stato a:

