
Il fondo 2476 di Bellinzona dove attualmente sono insediate le Officine FFS è iscritto nel Catasto cantonale dei siti inquinati come fondo per il quale “è necessario procedere a un’indagine”. È quanto si legge in un’interrogazione inoltrata al Governo dai deputati Verdi in Gran Consiglio, secondo i quali “che questo fondo sia verosimilmente inquinato lo dice in maniera implicita la Dichiarazione d’intenti firmata l’11 dicembre 2017 da Cantone, Città di Bellinzona e FFS”. Al punto 5.5 della stessa si afferma che “i terreni verranno consegnati liberi da edifici e impianti e non contaminati ai sensi dell’OSiti. FFS si impegna ad effettuare a proprie spese le indagini necessarie a stabilire la qualità del terreno ai sensi OSiti”. In maniera più esplicita “ce lo dice invece il Catasto dei siti inquinati dell’Ufficio federale dei trasporti, il quale segnala svariati oggetti inquinati che in parte (a est dei binari) costituirebbero una minaccia per le acque sotterranee”.
Cosa dice la legge
La Legge federale sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) oltre a definire l’obbligo di risanamento dei siti inquinati, definisce anche che la competenza dell’esecuzione di tale legge incombe ai Cantoni. L’Ordinanza federale sul risanamento dei siti inquinati (OSiti) definisce anche che “l’autorità, per un sito il quale dev’essere sottoposto a indagine, esige che entro un termine adeguato venga eseguita un’indagine preliminare”, e che venga disposta “un’indagine dettagliata per meglio ponderare la necessità e l’urgenza di un risanamento, al fine di proteggere le acque sotterranee, quelle superficiali, l’aria e il suolo da possibili inquinamenti nocivi alle persone”.
Alcune cifre
Il terreno che le FFS si impegnano a consegnare libero da edifici e impianti e bonificato da agenti inquinanti misura circa 45'000 mq. Per questo terreno, ricordano gli interroganti, Cantone e Comune di Bellinzona si sono impegnati a versare 120 milioni di franchi, ovvero oltre 2'600 franchi al mq. Oltre a questi 45'000 mq di terreno, vi saranno circa 10’000-15'000 mq di strade, piazze e passaggi pedonali ceduti dalle Ferrovie a titolo gratuito, sempre a Cantone e Comune di Bellinzona, e infine 45’000-50'000 mq di terreno che rimarranno di proprietà delle FFS e che secondo il Piano particolareggiato approvato dal Consiglio comunale della capitale verrebbe in parte destinato a zona residenziale intensiva.
Il paragone con la Escher Wyss
Dal momento che i circa 100'000 mq delle Officine FFS oggetto del piano particolareggiato del nuovo Quartiere Officine e i terreni a monte (est) dei binari sono occupati da oltre 100 anni da un’attività industriale pesante “è probabilissimo che questi siano pesantemente impregnati di sostanze inquinanti nel tempo, sedimentatesi nel terreno sottostante”, si legge ancora nell’atto parlamentare. Per inciso, viene evidenziato che a Zurigo per la zona industriale Sulzer – Escher Wyss – la prevista bonifica del terreno ha dovuto essere abbandonata per ragioni di costi e il terreno ha dovuto essere impermeabilizzato con del cemento, per evitare ulteriori infiltrazioni verso la falda. “Appare dunque evidente che il Cantone debba fare tutto il necessario per accertarsi che questi agenti inquinanti disseminati su tutto il sedime delle FFS (a valle e a monte dei binari) non mettano in pericolo ora e in futuro la cittadinanza, e in secondo luogo che l’investimento già di per sé fuori mercato a Bellinzona per l’acquisto dei 45'000 mq di terreno, sia pienamente salvaguardato”.
Le domande
Viene quindi chiesto al Consiglio di Stato come intenda far rispettare alle FFS (perturbatore per comportamento) le norme della LPAmb sui siti inquinati per l’intero fondo 2476 e se siano già state fatte indagini preliminari per verificare la presenza di agenti inquinanti e determinare l’eventuale necessità di bonifiche. In caso affermativo, “da chi e quando sono state fatte tali indagini e quali risultati hanno dato?” In caso negativo, “il Governo ha già definito modalità e scadenze temporali entro le quali le FFS devono far svolgere tali indagini e le eventuali bonifiche?” Si domanda inoltre al Consiglio di Stato se voglia rendere pubblici i risultati delle indagini svolte, o che verranno effettuate, sul grado di inquinamento e di pericolosità degli inquinamenti sul fondo in oggetto. Gli interroganti vogliono anche sapere se l’Esecutivo intende assicurarsi che l’atto di compravendita venga concluso solamente dopo aver fatto eseguire le dovute analisi del terreno e siglato l’impegno inderogabile da parte delle FFS a sostenere tutti i costi della bonifica. Infine, nel caso in cui la bonifica completa del sedime non dovesse essere possibile, “come ha intenzione di procedere il Governo, e subordinatamente, quali ripercussioni contrattuali e sulla pianificazione del sedime potrebbero esserci?

