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Ticino
SosTIeni l'economia, ma non sul sito del Cantone
Redazione
12 anni fa
Il Governo non ha accordato la pubblicazione del logo sul portale ufficiale. Il promotore: "Expo 2015 sì e noi no? Sono disorientato"

Sono già numerose le personalità, politiche e non, che si sono fatte fotografare con il logo "sosTIeni l'economia ticinese" o che l'hanno pubblicato sulla propria pagina internet.

Dalla socialista Cristina Zanini Barzaghi ai leghisti Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Marco Borradori, dai liberali radicali Ignazio Cassis e Michele Bertini al popolare democratico Marco Romano, dal direttore della Divisione economia Stefano Rizzi a Fra Martino Dotta, continua a crescere il numero di persone che prendono a cuore la causa degli artigiani ticinesi promuovendo il logo.

Ma malgrado questo successo, il logo che intende sensibilizzare la popolazione sull'importanza di spendere i propri soldi in Ticino non potrà essere pubblicato sul portale ufficiale dell'Amministrazione cantonale, www.ti.ch.

Lo scrive oggi il Giornale del Popolo, citando la risposta governativa all'artigiano ticinese che da diversi mesi sta conducendo questa campagna.

Il Consiglio di Stato, per motivare il suo rifiuto, cita una precedente risoluzione governativa del 2001, con cui si proibiva sul sito ufficiale del Cantone ogni tipo di pubblicità che non si ritenesse direttamente all'Amministrazione stessa.

Certo, qualcuno obietterà che ci sono delle eccezioni, come ad esempio quella di Expo 2015, un'esposizione che si svolge all'estero ma il cui logo compare comunque sul sito ufficiale del Cantone.

Eccezioni che sono state autorizzate solo in quanto si tratta di eventi dalla durata limitata, e solo in appositi spazi tematici distinti dalla struttura della unità amministrative.

"sosTIeni l'economia ticinese" non è un evento promosso dal Cantone, per cui il suo logo non può essere messo sul sito dell'Amministrazione cantonale.

Il Consiglio di Stato considera comunque l'iniziativa "lodevole", visto che contribuisce "a stimolare il dibattito e a sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo al momento particolare e delicato che tocca l'economia e il mercato del lavoro ticinesi."

Il Governo ribadisce inoltre di impegnarsi già da tempo per promuovere "una politica volta a favorire le aziende locali e l'occupazione dei residenti, nel rispetto delle norme federali e cantonali vigenti."

L'artigiano ticinese che promuove il logo, dal canto suo, si dice "disorientato" dalla risposta del Cantone. La legge vieta l'esposizione sul sito del Cantone di un logo che vuole promuovere l'economia ticinese, "mentre a un logo di un'esposizione universale organizzata da un altro Paese è invece possibile dedicare un grande spazio", commenta.

"Difficile spiegarlo ai miei figli" aggiunge. "Comunque è un dovere genitoriale educare la propria prole al rispetto delle leggi vigenti indipendentemente dalle proprie opinioni: se le norme non soddisfano, si deve lavorare per cambiarle nel rispetto delle leggi civili in vigore."

L'artigiano ticinese comunque non critica il Governo, anzi. "Mi piace vivere in una Repubblica dove un semplice cittadino riesce a dialogare direttamente con il Governo" afferma, "una peculiarità positiva del nostro Paese rarissima su questo pianeta. Spero che su questo aspetto positivo (che non é certo il solo) si focalizzi l'interesse e l'impegno della gente per mantenere e costruire il benessere della popolazione ticinese."

Lui di sicuro proseguirà la sua battaglia, sperando "nell'aiuto personale dei consiglieri di Stato nel divulgare il logo". 

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