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Ticino
"Sosteniamo il Governo, ma in Svizzera ci vuole il lockdown"
"Sosteniamo il Governo, ma in Svizzera ci vuole il lockdown"
"Sosteniamo il Governo, ma in Svizzera ci vuole il lockdown"
Redazione
6 anni fa
Il sindacato Unia ribadisce che l'unico modo per combattere il Covid-19 è un arresto totale in tutta la Svizzera delle attività non essenziali

In Sindacato Unia Ticino e Moesa esprime il proprio sostegno alla Risoluzione Governativa odierna nel suo insieme. "Rappresenta l’unico mezzo per mantenere la chiusura quasi totale delle attività economiche non essenziali. Nel contempo va però ribadito quanto il nostro sindacato va dicendo da settimane: l’unica arma adeguata a combattere la diffusione del corona virus e ad assicurare la protezione della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e della popolazione tutta è un arresto totale in tutta la Svizzera delle attività non essenziali". Lockdown che andrebbe ad allinearsi con le affermazioni delle autorità sanitarie che dall'inizio della crisi non cessano di ripetere che la misura chiave contro la propagazione del virus è evitare l'assembramento di persone con l'invito costante di "restare a casa". 

I paletti di BernaIl Ticino ha chiaramente testimoniato sostegno a questa linea, le voci alzatesi sono state innumerevoli. "Purtroppo, se la Confederazione ha concesso un leggero margine di manovra al Cantone, lo ha fatto fissando diverse condizioni. Due meritano oggi di essere sottolineate: che un’eventuale risoluzione governativa sia sottoposta ad approvazione di Berna, che da giorni chiedeva (sotto l’inaccettabile e vergognosa pressione della grande economia nazionale) un ammorbidimento del dispositivo e che la stessa fosse sostenuta dai partner sociali. Per questa ragione, e per questa ragione soltanto, il sindacato Unia ha sostenuto la posizione del governo cantonale, condivisa dai partner sociali".

Un regime d’autorizzazione con criteri chiari e restrittiviL’alternativa sarebbe stata una riapertura quasi generalizzata delle attività nel settore industriale e sui cantieri. "Un rischio inaccettabile contro il quale sarebbe stato de facto impossibile lottare: impossibile definire criteri di protezione, impossibile controllarli, impossibile lavorare in sicurezza. Come peraltro condiviso dai partner sociali ticinesi negli scorsi giorni. La soluzione alla quale il sindacato ha aderito, con grande senso di responsabilità, è quella di un regime di autorizzazione parziale sottoposta a criteri chiari e restrittivi" spiega Unia. E per quanto riguarda le attività che chiederanno di riaprire il sindacato precisa: "Potranno fare richiesta di lavoro, unicamente per attività non procrastinabili, e dopo valutazione dei partner sociali e decisione dello SMCC, soltanto una determinata cerchia di aziende industriali che presenteranno richiesta dettagliata e argomentata. Questo il contesto al quale il sindacato ha accettato di aderire, per le ragioni appena evidenziate, pur continuando a considerare inopportuna e sbagliata ogni attività economica oltre a quelle essenziali".

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