
Dopo il Fronte degli automobilisti ticinesi (FAT), anche il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi risponde per le rime ai Verdi, che oggi si sono scagliati contro di lui per la sua proposta di abolire il divieto di vendere alcolici in autostrada. "Ci sono personaggi che per incassare 4 franchi su ogni birra sono disposti a vendere l’anima al diavolo" ha scritto il movimento ecologista, accusando il parlamentare di fare gli interessi di chi gestisce le aree di sosta autostradali.
"Toh! I Verdi per una volta non fanno parlare per i loro litigi (che da mesi li vedono confrontarsi su temi come le diarie dei deputati in GC o se convenga o meno rimanere nello stesso partito per poter mantenere i cadreghini nella commissioni)" commenta Regazzi sul suo profilo Facebook.
"Sulla patetiche accuse e insinuazioni nei miei confronti non intendo esprimermi preferendo attenermi agli argomenti che a mio avviso depongono a favore di questa proposta" prosegue Regazzi, che spiega i motivi a sostegno della proposta.
"Innanzitutto ritengo che sia una questione di coerenza; non si capisce per quale motivo in Svizzera si possa vendere alcol in migliaia di posti (negozi, ristoranti, chioschi, ecc.), peraltro anche a poche centinaia di metri dalle entrate e dalle uscite autostradali, mentre nella aree di servizio lungo le autostrade ciò non è ammesso. Si tratta di una discriminazione che non appare né sensata, né tantomeno giustificata".
"Personalmente, contrariamente a coloro che vorrebbero mettere sempre più sotto tutela i cittadini, ritengo che sia soprattutto una questione di responsailità individuale: le diverse leggi che trattano il consumo di alcol stabiliscono regole chiare per cui mentenere il divieto di vendita di bevande alcoliche in autostrada rappresenta la classica foglia di fico".
"Sono comunque in buona compagnia", aggiunge il consigliere nazionale: "Qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai in nessuna delle nazioni che ci circondano (Germania, Austria, Francia e Italia) è previsto un simile divieto?"
"Non da ultimo" conclude, "vorrei ricordare che la maggioranza della Commissione dei trasporti e lo stesso Consiglio federale sostengono la mozione, il che la dice lunga".
Poi la stoccata finale ai Verdi: "Un'ultima osservazione: fa sorridere, per non dire che è paradossale, che un partito che a livello svizzero sostiene da sempre la liberalizzazione del consumo della cannabis venga a fare la morale al sottoscritto sulla sicurezza e sulla salute pubblica. Ci vuole davvero una bella faccia di tolla!"
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