
Sono tempi difficili per chi è alla ricerca di un impiego o per chi è confrontato con una riduzione della propria attività lavorativa a causa delle restrizioni in vigore. Proprio per attenuare le conseguenze economiche della crisi sanitaria, il Consiglio federale ha annunciato ieri altri 2,5 miliardi di franchi di aiuti per i casi di rigore, nonché il prolungamento dell’indennità giornaliera per i disoccupati e l’assunzione, da parte della Confederazione, dei costi per il lavoro ridotto anche nel 2021. Aiuti che, per il settore della disoccupazione, sono “una manna dal cielo”, commenta Silvano Beretta, responsabile della cassa disoccupazione del sindacato OCST, ai colleghi di Radio 3i. “La proposta segue quella che il Consiglio federale e le Camere federali avevano già adottato questa primavera, dando a suo tempo 120 indennità giornaliere supplementari di disoccupazione”.
Un modo, questo, per evitare che i disoccupati vengano penalizzati dalla difficile situazione sul mercato del lavoro. Sì perché la situazione, conferma Beretta, non è delle più facili. “La situazione è alquanto drammatica, molto difficile. Queste persone non riescono a reperire una nuova occupazione proprio a seguito della pandemia. Da un lato bisogna riconoscere lo sforzo che la Svizzera sta facendo, dando la possibilità ai datori di lavoro di beneficiare del lavoro ridotto. Queste misure al momento non generano grossi licenziamenti”. Ma è anche vero che sono poche le nuove assunzioni, sottolinea Beretta. “Sono purtroppo pochissime le persone in disoccupazione che annunciato di aver reperito un nuovo posto lavoro. Non si contano sulle dita di una mano, ma poco ci manca”.
La perdita di un posto di lavoro o la sua mancanza hanno un impatto molto forte sulla vita delle persone. Beretta pensa per esempio ai padri di famiglia che da diversi mesi sono alla ricerca di un impiego, ma che faticano a trovarlo. Questo di fronte anche a prospettive poco rosee. Chi cerca un lavoro “deve sperare che questa maledetta pandemia termini il più presto possibile e che ci sia un allentamento di tutte queste misure restrittive”, sostiene Beretta, con l’auspicio che poi “ci sia una ripresa del mondo economico”.
La testimonianza di un 55enne disoccupato, padre di famiglia
A testimoniare della difficoltà di trovare un posto di lavoro anche un padre di famiglia, 55 anni di Locarno, disoccupato dal 2018. Per anni l’uomo è stato attivo nel settore della ristorazione, dapprima come rappresentante, poi come assistente di direzione in un albergo. “Nel 2018 purtroppo sono stato lasciato a casa, nel frattempo ho fatto del lavoro intermedio. Ma con il confinamento e la situazione legata al Covid-19 non c’è nulla da fare. Continuo a scrivere, ma non trovo nulla. La gastronomia è un settore dei più colpiti al momento. La situazione non è molto bella”. Il momento attuale dunque viene vissuto tra alti e bassi e con “tanta forza di volontà”.
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