
Sembrava fatta, almeno per quanto riguarda il ritorno all'attività lavorativa, e invece l'avvocatessa Xenia Peran non potrà tornare a esercitare almeno per 6 mesi.
Nonostante il giudice Marco Villa non abbia deciso di non sospenderla (pur condannandola mercoledì scorso a 24 mesi sospesi per appropriazione indebita), la Commissione di disciplina degli avvocati ha deciso altrimenti e la ha inflitto una sospensione della durata di sei mesi.
La sospensione, ricordiamo, non ha nulla a che vedere con la sentenza pronunciata dal giudice Villa ma si basa su una decisione presa dalla commissione nel dicembre 2014 per una serie di violazioni del codice deontologico, poionfermata nel settembre scorso in via definitiva dal Tribunale federale.
Xenia Peran non potrà quindi esercitare dal 15 ottobre 2016 al 15 aprile 2017 e non potrà pertanto essere presente in aula l'8 novembre prossimo per difendere un suo cliente.
La decisione della Commissione non è andata giù all'avvocatessa luganese, che, in una lettera inviata alla redazione, ha tuonato contro la sospensione inflittale.
"È un vero e proprio uso della clava", ha scritto l'avvocatessa, puntando il dito anche contro il Tribunale federale.
"La Commissione ha promosso negli ultimi anni decine e decine di procedimenti disciplinari persecutori e pretestuosi". Il tutto "per aver denunciato riciclaggi internazionali oppure la corruzione giudiziaria".
"Sono tutte medaglie al valore", conclude.
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