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L'interpellanza
SOS Ticino in rosso, l'UDC chiede conto al Governo
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 ore fa
Perdita di quasi 387'000 franchi nel 2025 mentre i contributi cantonali salgono a 7,4 milioni. Nel mirino anche gli stipendi della direzione

Più soldi dal Cantone, ma i conti finiscono in rosso. È la situazione di SOS Ticino che l'UDC porta in Gran Consiglio con un'interpellanza al Governo. Al centro ci sono i finanziamenti pubblici, i costi e gli stipendi dei vertici dell'associazione.

I numeri arrivano dal rapporto di attività 2025, pubblicato dalla stessa SOS Ticino. L'esercizio si è chiuso con una perdita di 386'772 franchi, mentre il risultato consolidato prima delle attribuzioni è negativo per 326'822 franchi. Lo stesso rapporto lo definisce il risultato più sfavorevole della storia recente dell'organizzazione.

Nel frattempo i contributi cantonali sono cresciuti: 6,55 milioni nel 2023, 6,73 nel 2024 e quasi 7,38 nel 2025. In due anni sono oltre 830'000 franchi in più.

Tra le cause del disavanzo, il responsabile delle finanze indica il potenziamento della direzione, il rafforzamento del supporto informatico e amministrativo e gli investimenti in comunicazione e raccolta fondi. Pesa anche il calo di diverse entrate.

I deputati, primo firmatario Andrea Giudici, precisano di non voler mettere in discussione l'utilità dei servizi sociali, dell'integrazione professionale o della protezione giuridica nell'ambito dell'asilo. Ma vogliono sapere se il Cantone controlla davvero come vengono spesi i soldi pubblici.

Le domande al Consiglio di Stato sono nove. Tra le altre, si chiede come si spiega l'aumento dei contributi, quanto incidono i costi della direzione e se il Cantone abbia chiesto un piano di riequilibrio. C'è poi il capitolo degli stipendi dei dirigenti: gli importi circolati sulla stampa, scrivono i deputati, non trovano conferma nei documenti pubblici consultati. Il Governo dovrà quindi dire se dispone di dati ufficiali.