
"Dopo l'eccidio di Utøya in Norvegia, ci si interroga sul motivo per il quale si sia potuti arrivare a una tale espressione di violenza carica di odio razziale e politico. Non si tratta del gesto di un singolo folle come qualche esperto vuole farci credere, ma dell'assurdo culmine di una tendenza riscontrabile, seppur sotto modalità differenti, in tutta Europa: il crescente clima xenofobo alimentato da vari partiti della destra nazionalista e variamente neofascista è esploso. Poteva accadere in qualsiasi altro paese, anche nel nostro, dove invece l'Autorità ritiene più pericolosi pochi urlatori anarcoidi davanti al tribunale di Bellinzona". E' con questa premessa che Nora Binda, per l'associazione SOS Razzismo, prende oggi posizione sulla strage di Oslo. "Questi fatti - aggiunge Binda - devono far riflettere sulla pericolosità delle varie campagne anti-stranieri portate avanti in Svizzera. L'ultima iniziativa dell'UDC, che già dal titolo, contro l'immigrazione in Svizzera, lascia intendere la volontà di fomentare un conflitto e non il mutuo rispetto fra i popoli, non aiuta. Il fatto poi che alcuni sedicenti opinionisti avessero gettato benzina sul fuoco la sera del dramma, dando per scontata la matrice islamica è un atto di irresponsabilità e di poca professionalità giornalistica". E ancora: "La fomentata paura del diverso ha già portato nel nostro paese a un evento definibile come “razzismo di Stato”, nel quale iniziative popolari anti-costituzionali vengono legittimate e dove viene legalizzata la concezione per cui, de facto, un gruppo di individui può essere trattato in maniera differente dalla legge rispetto a un altro solo sulla base della nazionalità. Precedenti gravi che minano lo stato di diritto". L'associazione SOS Razzismo, solidarizzando con i giovani del Partito laburista norvegese, chiama infine "tutti i cittadini animati da sentimenti democratici del nostro cantone a una maggiore vigilanza antifascista affinché nessun gruppo antidemocratico organicamente legato alla violenza squadrista si possa mai sviluppare". Pronta la replica del presidente dell'UDC ticinese Pierre Rusconi: "I norvegesi hanno onorato le loro vittime con un minuto di silenzio. C’è chi dovrebbe imparare a fare altrettanto".
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