
Colpo di scena per Nenad Stojanovic, che incassa il sostegno della Gioventù socialista ticinese (GiSo) al suo referendum contro la Legge di applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
Dopo che il suo partito aveva più volte annunciato che non avrebbe sostenuto l'ex deputato e politologo ticinese, un insperato aiuto arriverà dai giovani socialisti ticinesi. L'indiscrezione era stata anticipata negli scorsi giorni dal portale "TicinoToday" e confermata al "Tages Anzeiger" dalla responsabile amministrativa Laura Riget.
"Il punto non è se l'applicazione del 9 febbraio sia giusta o sbagliata - ha spiegato al quotidiano zurighese - Ma visto che si tratta di un argomento controverso è giusto che il popolo possa esprimersi in merito".
La presa di posizione dei giovani socialisti ticinesi giunge come un fulmine a ciel sereno in quanto sia il Partito socialista svizzero e la Gioventù socialista nazionale si sono mostrati tutt'altro che entusiasti all'idea di Stojanovic e potrebbe sparigliare le carte in tavola all'interno della sinistra. Il Partito socialista ticinese discuterà della questione tra due giorni in occasione del Comitato cantonale, e già qualche pezzo da novanta si è smarcato dai colleghi dichiarando di vedere di buon occhio il referendum. Vedremo mercoledì cosa ne penserà la base del partito.
Intanto la GiSo spera in un cambio di rotta da parte della sinistra: "La base vede di buon occhio il referendum", ha detto Riget al Tages Anzeiger. La Gioventù socialista svizzera, invece, deciderà solo il prissimo 11 marzo e con la 'deadline' per il referendum fissata al 7 aprile appare chiaro come i margini di manovra saranno molto ridotti. "Se la nostra base opterà per il sostegno a Stojanovic scenderemo in campo per la raccolta firme", ha detto la presidente Tamara Funiciello. Basteranno tre settimane?
Affaire à suivre...
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