
Il Municipio di Bellinzona ha finalmente i risultati degli audit in merito ai sorpassi d’investimento milionari per diverse opere pubbliche della Capitale. Audit che hanno confermato i sorpassi in tre diversi cantieri, ma dai quali in estrema sintesi non sono emersi comportamenti di rilevanza penale.
“Ci assumiamo la responsabilità politica”
“In mezzo alla disgrazia che ha investito la nostra città oggi c’è la possibilità di apportare dei miglioramenti”. Così ha esordito il sindaco di Bellinzona Mario Branda prima di presentare i risultati dei due audit, uno esterno e uno interno, sui sorpassi di spesa per 5 milioni relativi a tre opere: il policentro di Pianezzo, l’oratorio di Giubiasco e lo stadio comunale. Audit che hanno fatto emergere problemi nella gestione dei progetti, nella conduzione dei cantieri, nei rapporti con la direzione lavori e nelle successive delibere. Inoltre, solo una parte delle opere di miglioria sono state avvallate dal Municipio. Lacune sono poi state riscontrate nei flussi di informazione tra il Dicastero e il Municipio.
“Nessuna rilevanza penale”
Non è invece emerso nulla che abbia rilevanza penale, ha tenuto a sottolineare forte e chiaro Branda anche in risposta alle numerose interpellanze inoltrate negli scorsi mesi gruppi politici. Niente corruzione, insomma. “Ci assumiamo la responsabilità politica”, ha proseguito Branda. Christian Paglia, Capodicastero alle opere pubbliche all’epoca dei fatti, non verrà inoltre reintegrato nel suo ruolo. Paglia che non era presente alla conferenza stampa.
I sorpassi nel dettaglio
Mario Branda è poi entrato nel dettaglio dei singoli cantieri: ad esempio, per il policentro di Pianezzo i progettisti avevano presentato delle offerte molto concorrenziali poi non rispettate. Per l’oratorio di Giubiasco, non ancora concluso, ci sono stati ritardi non aggiornati e informazioni lacunose, nonché un mancato rispetto della legge sulle commesse pubbliche. Per lo stadio comunale è stata soprattutto rilevata una gestione approssimativa.
I correttivi: riorganizzazione del Settore opere pubbliche
Di qui tutta una serie di correttivi: tanto per cominciare il Municipio propone una riorganizzazione del Settore opere pubbliche. Per il momento la responsabilità politica del settore resta al sindaco Mario Branda. È poi già stato adottato un modello per l’allestimento delle risoluzioni municipali così come un modello per la conferma delle delibere, mentre è in previsione l’adozione di uno strumento di controllo finanziario di cantiere.
Continua l’inchiesta disciplinare
Non è invece ancora stata conclusa l’inchiesta amministrativa e disciplinare, volta a comprendere le responsabilità dei vertici del Dicastero opere pubbliche.
Gli antefatti
La bufera aveva investito Bellinzona a fine aprile. A seguito di questi fatti Christian Paglia, Capodicastero alle opere pubbliche, aveva rinunciato alla conduzione del suo Dicastero per poi annunciare che non si sarebbe ricandidato per il mandato successivo, specificando però che la decisione non era dovuta alla questione dei sorpassi. I risultati degli audit sarebbero dovuti essere comunicati a fine giugno, e il loro ritardo aveva generato ulteriori polemiche e interrogazioni da parte delle varie forze politiche della città.
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