
Noi aggregarci? Giammai. È riassumibile così la presa di posizione inviata negli scorsi giorni dal Municipio di Sorengo alla Sezione degli enti locali nell'ambito della seconda fase di consultazione del Piano cantonale delle aggregazioni.
Nella missiva, riportata oggi dal Giornale del Popolo, il Municipio di Sorengo scrive di non gradire né l'idea iniziale di una mega Lugano da quasi 100'000 abitanti, né l'idea successiva di creare due entità chiamate "Collina Nord" e "Collina Sud" attorno alla città. L'Esecutivo ritiene che sarebbe più opportuno "pensare a uno scorporo della grande Lugano di oggi".
"Insistiamo sul fatto che se in questo Cantone si intende proseguire nella politica delle aggregazioni comunali - che può senz'altro essere in una certa misura condivisa - si dovrebbe anche avere il coraggio politico di rimettere in discussione quanto sin qui operato, applicando la legge per quello che davvero disciplina con il suo solo titolo: Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni" scrive il Municipio nella sua lettera al Cantone. "In concreto pensiamo ad alcuni territori di attuali frazioni del Comune di Lugano che si trovano incuneati tra altri Comuni e collegati al resto del territorio cittadino da sottili lembi di terra, a volte privi di vie di comunicazione, e che potrebbero coerentemente contribuire alla costituzione di alternative di aggregazioni interessanti nella cintura urbana, a vantaggio anche della Città medesima."
Il Municipio ricorda infine che il Comune di Sorengo "è autosufficiente e in grado di assolvere egregiamente i propri compiti e fornire alla popolazione in generale servizi sufficienti, mantenendo un moltiplicatore d'imposta interessante." Una rivendicazione di autonomia che spazza via qualsiasi ipotesi di aggregazione.
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