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Tecnologia
Sora, l'AI capace di produrre filmati cinematografici da input di testo
Foto Shutterstock
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Redazione
3 anni fa
Il nuovo software, come spesso succede con l'intelligenza artificiale, suscita dubbi e paure: Ticinonews ne ha parlato con un esperto di tecnologia.

OpenAI, "casa madre" di ChatGPT, ha presentato un nuovo prodotto. Sora - questo il nome del software - promette di creare dei contenuti video a partire da dei semplici input di testo. I primi risultati sono strabilianti. Ticinonews ha invitato Alessandro Trivilini, esperto di tecnologia digitale, per conoscere opportunità e dubbi legate da questa nuova tecnologia.

Come distinguere realtà e finzione?

Il primo grande dubbio è legato ad uno dei grossi temi della nostra epoca: sarà ancora possibile distinguere il vero dal falso, con software di produzione mediatica sempre più sofisticati? Secondo Trivilini sarà fondamentale riposizionarsi sulla filiera della formazione e della capacità di generare senso: "è un software impressionante, ha la capacità di creare delle realtà anche migliori della realtà effettiva. Di fronte ad un tale cambiamento sarà importante riposizionarci nella filiera della formazione rispetto alla capacità di generare un senso, un pensiero critico, dovremo valorizzare il senso del dubbio. Ciò sarà fondamentale per poter valorizzare le incredibili opportunità che offrono queste tecnologie". 

Opportunità e paure

Le nuove tecnologie portano con sé grosse opportunità, ma anche paura da chi si può sentire toccato dai nuovi cambiamenti, specie nell'ambito del proprio lavoro. Secondo Trivilini la paura non è del tutto infondata: "siamo di fronte ad un nuovo paradigma, è vero. Ciò che sarà importante fare, tuttavia, sarà investire nelle proprie competenze trasversali in modo da saper vendere una consulenza su questi contenuti, saperli modificare, editarli. Senza una capacità di pensiero critico, sprovvista di queste declinazioni, rischiamo di alimentare un pensiero mediocre". 

Il "momento buono" per riposizionarsi

Prima che le tecnologie entrino sul mercato dovrà in ogni caso passare del tempo; dopo la fase di sperimentazione attuale, la tecnologia dovrà essere regolamentata, prima che poi diventi uno strumento abitualmente utilizzato nei diversi campi - o meno. In questo senso la regolamentazione legata all'intelligenza artificiale sta procedendo a passo spedito, come specifica Trivilini. Ciò è legato alle sue conseguenze dirompenti, legate a proprietà intellettuale, diritti d'autore, e protezione dei dati. Tuttavia, probabilmente, lo sviluppo di queste tecnologie vedrà un rallentamento. "È in questi momenti che dobbiamo cogliere l'occasione per riposizionarci nella formazione, nella forma mentis per poter cogliere queste opportunità. Ci troveremo nella situazione in cui avremo a disposizione qualcuno [l'A.I.] che fa qualcosa per me, che lo fa velocemente ma che non fa tutto e non fa tutto bene. Lì mi inserisco con la mia creatività, la mia specializzazione per vendere quel prodotto, per condividerlo, perché sia originale e particolare. Diventerà un mondo sempre più competitivo". Un terzo livello di complessità secondo Trivilini è legato alle fake news: di nuovo, "la leva che rimane fondamentale è la capacità di sviluppare un pensiero critico, un senso del dubbio, e non credere a tutto quello che passa sullo schermo. Altrimenti si rischia di venir trascinati da una corrente inarrestabile ed affascinante".