
Il cambio di orario – previsto dal 15 dicembre 2024 – è ormai da mesi argomento di discussione. E proprio ieri è arrivata la decisione, approvata dal Governo cantonale dopo una consultazione, di tagliare alcune corse. Per essere precisi, saranno 110 le corse giornaliere ad essere soppresse, per lo più quelle serali e durante il fine settimana. Una decisione dovuta principalmente alla poca affluenza in determinati orari, che comporta dei costi evitabili. A Ticinonews abbiamo quindi approfondito la questione direttamente con il capo Sezione della mobilità del Dipartimento del territorio Mirko Moser, al quale abbiamo subito chiesto in base a quali criteri è stato deciso dove e quanto tagliare. “I criteri che hanno portato alla scelta di queste linee erano essenzialmente dovuti allo sviluppo della domanda, quindi a seguito sia dell'offerta potenziata con l'apertura del Ceneri, ma anche di offerte che sono state introdotte prima di questa apertura”.
La tanto discussa linea 518
Ma anche la pandemia – ci dice sempre Moser - ha influito per tutta una serie di parametri, “e oggi, dopo ben tre anni, in alcune linee i valori non sono ancora rientrati ai tempi pre-pandemici. Quindi a fronte anche di dover recuperare delle risorse finanziarie e ottimizzarle, abbiamo optato per questa scelta”. Nell'ambito di questa consultazione è stata ampiamente discussa la linea 518, quella tratta che collega Morbio Inferiore a Stabio. Avete ricevuto altri reclami dopo quelle già emerse? “No, quelle che sono arrivate sono quelle già note a tutti e diffuse anche dalla stampa. Le motivazioni sono le stesse, si è paventato un disservizio che ai nostri occhi tale non è, poiché da Morbio Inferiore a Balerna il servizio è garantito con la linea 514, che sarà anche migliore. Questo perché quella linea circola anche la domenica che oggi invece non è il caso per la 518”. Per tutte le altre fermate – salvo le tre che saranno dismesse – “queste sono servibili con le linee 517 e 523”.
Dismesse tre fermate
Riguardo proprio alle tre fermate dismesse a Balerna (utilizzate dalla linea 518) sorge però un interrogativo: in quella zona sono appena stati inaugurati sia un centro d'asilo sia una nuova zona i sviluppo economico. In futuro non potrebbero rivelarsi utili queste fermate? “Va precisato che la zona del nuovo centro asilanti è comunque servita da una fermata a Balerna Passeggiata, quindi che dista poco più di 300 metri da questo centro, in cui transita la linea 517 che è connessa con coincidenze interessanti sia a Mendrisio che a Chiasso. Quindi il centro è raggiungibile senza problemi da Nord e Sud con interscambio sul bus”. Moser ha poi voluto sottolineare come la zona industriale, già ad oggi, sia sviluppata. “Quello che abbiamo rilevato dalle nostre verifiche è che queste tre fermate giornalmente non portano più di 6 o 7 passeggeri. Quindi sono risultati deludenti che non giustificano un mantenimento”.
Linea 518, ma non solo
Adesso ci siamo concentrati sulla linea 518, ma più in quali altre corse che salteranno? “Le soppressioni toccano diverse regioni, in tutto il Canton Ticino. Abbiamo fatto un'analisi di occupazione dei veicoli e abbiamo rilevato anche per altre corse. Alcune sono sottoccupate, tipicamente in orari marginali, quindi si pensava di poter introdurre corse con un gran potenziale. Ciò non si è rilevato tale, quindi alcune corse al mattino presto o la sera tardi, così come la domenica, sono state eliminate. Questo non pregiudica la bontà del servizio o i collegamenti sul nostro territorio”. Questi tagli, lo ricordiamo, fanno seguito a una richiesta di ottimizzazione. “Proprio così. Oggi abbiamo in più questa ‘spada di Damocle’, che è il conto economico del Cantone, che ci ha imposto ancora più velocemente delle misure. Però va segnalato e sottolineato che il nostro lavoro è di proporre delle offerte basandoci su potenziali sviluppi. Devo dire che con il trasporto pubblico 21 con l'apertura del Ceneri, si è andati anche molto più in là di quello che i potenziali potevano esprimere e poi un lavoro di ottimizzazione delle risorse porta a fare degli interventi o rivedere delle scelte sulla base dei numeri effettivi che vengono misurati. Non sarebbe razionale insistere su qualche cosa solo perché lo si è voluto introdurre quando non ha avuto il successo che si pensava”, ha concluso Moser.

