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Ticino
"Sono vivo grazie all'hockey"
Redazione
12 anni fa
Parlano Omar e Nadia, due sopravvissuti della frana di Davesco. Uno salvato dall'HCL, l'altra dal cane Cindy

Quelle strane coincidenze che ti salvano la vita.

Omar Giovannoni e Nadia Rossi raccontano oggi sul Corriere del Ticino le circostanze che hanno permesso loro di sopravvivere alla frana che ha distrutto la palazzina di Davesco.

Omar e Nadia sono una coppia. Lui abitava nella palazzina distrutta, lei vive a Bioggio, ma spesso si reca nell'appartamento del compagno.

Come è successo quel sabato sera.

Omar era andato a Zurigo a vedere la partita di hockey del Lugano e Nadia era rimasta nell'appartamento di Davesco.

"Al rientro" racconta Omar, "invece di andare al mio appartamento mi sono fermato da amici per il "bicchiere della staffa", decidendo poi all'ultimo di restare lì a dormire."

"Poco prima delle 3 mi ha chiamato un altro amico, dicendomi che era caduta una frana sulla mia strada, Gli ho risposto di non preoccuparsi e che me ne sarei occupato in mattinata" racconta Omar.

"Forse non hai capito, la faccenda è grave, la palazzina non c'è più" gli ha risposto l'amico.

"Ho avuto un attimo di panico e ho immediatamente pensato alla mia ragazza, Nadia, che sapevo essere nel mio appartamento" racconta ancora Omar. "L'ho chiamata sul telefonino e quando l'ho sentita dall'altra parte ho tirato un sospiro di sollievo. Si trovava in auto."

Sì, perché una mezz'oretta prima della tragica frana il cane di Nadia, Cindy, ha cominciato ad agitarsi, chiedendo di essere portata fuori a fare i bisognini. E Nadia l'ha accontentata, scampando così alla tragedia.

"Ad essere sincera avrei dovuto comunque tornare al mio domicilio a Bioggio una mezz'ora dopo" racconta Nadia. "Ma proprio perché Cindy era irrequieta avevo deciso di anticipare la partenza. È stata la mia salvezza e credo che non potrò mai ringraziarla abbastanza."

Omar dice di essersi trovato davanti "una scena terribile", una volta giunto sotto la ex palazzina. "Tutto ciò che avevo era ormai ridotto a un cumulo di macerie. Ho provato a chiamare sul suo telefono Anna, la mia padrona di casa. Suonava, ma nessuno rispondeva."

Perché Anna, alla pari di Monique, non ha avuto la stessa fortuna.

Intanto restano critiche le condizioni del 44enne italiano estratto dalle macerie, il quale non è ancora fuori pericolo.

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