
"Sono sereno. Non ho niente da rimproverarmi, nessun reclamo e nessuna persona che ho deluso o fatto arrabbiare. Seguo la legge semplicemente e non ho nulla da nascondere. Ma se l’atteggiamento nei miei confronti è stato corretto, questo dovrebbero chiederselo gli inquirenti…" E’ la testimonianza di Willy Peric, il 72enne accusato dalla procura di essere un falso medico ma che da sempre si professa innocente. Rilasciato lo scorso autunno dopo cinque mesi di carcere, Peric, con doppio passaporto svizzero e serbo, è accusato principalmente di aver praticato in modo abusivo nel suo studio di Savosa ozonoterapia e neuralterapia. Le parti sono in attesa, una lunga attesa, dei documenti richiesti in via rogatoriale alla Serbia, lo scorso 23 novembre, dalla procuratrice pubblica Manuela Minotti Perucchi. Documenti preziosi per risalire ai titoli di studio e quindi alla formazione conseguita a suo tempo da Peric nell’ex Jugoslavia: una formazione vera e propria, dice, a tutti gli effetti, e che fa risalire ai tempi dell’accademia militare. "Non so perché mi hanno sequestrato la casa, perché mi hanno bloccato i conti e preso i documenti. E dopo che mi hanno bloccato i conti mi chiedono una cauzione di 200mila franchi. Dove sta la logica? Sotto dittatura, nei paesi comunisti ti sequestrano tutto ma non la carta d’identità. Quella un cittadino deve sempre averla. E’ qui no, è forse questa democrazia? Vivo con 400 franchi al mese, il resto è tutto bloccato. Mia moglie è andata a Basilea perché qui non si poteva più vivere, con i fotografi e i giornalisti sempre fuori casa. Perché trattarmi come se fossi il peggior criminale? Come è possibile vivere così e aspettare, aspettare che arrivi il momento del processo. Devo vivere così."È probabile che il difensore di Peric, l'avvocato Marco Broggini, richiederà eventuali complementi d'inchiesta alla luce delle informazioni che giungeranno dalla Serbia. Ma intanto per il legale resta del tutto inspiegabile che il suo cliente abbia dovuto sorbirsi, l’anno scorso, oltre 5 mesi di carcere. Infatti Peric fu inchiestato già nei primi anni 90. Gli inquirenti ticinesi avevano in mano una sentenza di Belgrado del 1985 che condannava Peric a 2 anni di carcere per aver esercitato la professione di medico pur non avendo mai conseguito la laurea in medicina. La magistratura ticinese disponeva pure di testimonianze varie, tra le quali quella dell’allora medico cantonale, di atti relativi ad inchieste amministrative avviate negli anni contro Peric in Ticino e in altri cantoni, oltre che di un rapporto di polizia dal quale risultava un via vai di persone nell’abitazione di Peric a Savosa. Ma per insufficienza di prove, il caso fu chiuso con un decreto d’abbandono. E’ scandaloso, dice Broggini, che dopo più di 10 anni dalla chiusura di un primo procedimento penale avviato a suo tempo contro Peric, sempre per questi fatti e senza ulteriori elementi rilevanti, lo scorso anno, a quasi 72 anni, sia stato arrestato e posto in carcere preventivo per più di 5 mesi. In merito abbiamo provato a sentire la procuratrice Minotti Perucchi, che oggi però non era irraggiungibile. Le parti restano dunque in attesa della rogatoria serba. Oltre ai reati di truffa per mestiere, falsità in certificati, lesioni semplici ed esposizione al pericolo della salute altrui, il 72enne é chiamato a rispondere pure per violazione della legge federale sugli agenti terapeutici e sulle professioni mediche universitarie e altri reati minori. [email protected]
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