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Ticino
Sono tornati i salari in euro
Redazione
12 anni fa
Raffiche di segnalazioni al sindacato OCST, dopo l'abbandono della soglia minima. "La pressione è enorme"

Non era difficile immaginarselo. A seguito della decisione della Banca nazionale svizzera di abbandonare la soglia minima di cambio tra franco e euro, diversi datori di lavoro del nostro Cantone hanno ricominciato a retribuire i propri dipendenti con salari in moneta europea.

Il fenomeno era già emerso nel 2011, prima che la BNS intervenisse per assestare il livello del cambio. Dall'introduzione della soglia minima i salari in euro sembravano poi essere spariti dal Ticino, ma in questi giorni stanno tornando prepotentemente alla ribalta.

Lo afferma sul GdP di oggi il responsabile della sede di Chiasso dell'OCST, Dante Peverelli, il quale spiega che in questi giorni sono giunte "raffiche si segnalazioni" di retribuzioni in euro.

Tutte queste segnalazioni vengono trasmesse dal sindacato all'Ispettorato del lavoro, "che sta facendo molto bene un lavoro enorme", secondo Peverelli.

Il sindacalista punta il dito in particolare contro quelle aziende del "fra virgolette terziario" che spuntano come funghi specialmente nel Mendrisiotto. Aziende che spesso e volentieri fanno capo a giovani laureati italiani, offrendo loro stipendi sui 1'000-1'200 euro al mese. "La pressione è enorme" commenta Peverelli.

Diverso il discorso per le aziende dove vigono i contratti collettivi. In questo caso il sindacato non esclude di affrontare il discorso della retribuzione, in particolare con chi lavora con le esportazioni nella zona euro. Un discorso comunque ancora prematuro, in quanto questa nuova e difficile situazione va ancora valutata nel dettaglio. "C'è anche chi afferma che il cambio si stabilizzerà comunque in maniera accettabile" conclude Peverelli.

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