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Ticino
'Sono strani questi ticinesi'
Redazione
12 anni fa
Il Corriere di Como analizza "il paradosso elvetico". Malgrado il voto del 9 febbraio, è boom di richieste di italiani nelle imprese ticinesi

Il Corriere di Como torna a dedicare al nostro Cantone una sua intera prima pagina.

"Comaschi di successo" è il titolone, a caratteri cubitali e in rosso, dell'edizione odierna del giornale edito dal gruppo del Corriere della Sera.

Ad adornare la pagina una simpatica vignetta che rappresenta alcuni operai italiani accolti sul tappeto rossocrociato. "Boom di richieste dalle aziende ticinesi" si legge ancora in prima pagina. "Nonostante lo scorso febbraio la Svizzera disse sì alla proposta di limitare l'ingresso degli stranieri e dei frontalieri, le aziende ticinesi continuano in modo incessante a cercare manodopera specializzata nel Comasco e in Italia. La conferma di questa situazione paradossale arriva dalla Cisl, che riceve ogni settimana nuove richieste."

Questa la prima pagina, che non contiene altre notizie.

Poi al suo interno il giornale analizza "il paradosso elvetico". Ossia il fatto che, nonostante il referendum contro gli stranieri, la richiesta di lavoratori d'oltreconfine continui ad aumentare.

"Sinceramente tra prima e dopo il referendum non è cambiato prorio nulla" spiega il responsabile Cisl dei frontalieri, Carlo Maderna. "I dati in mio possesso parlano settimanalmente della ricerca di persone qualificate oltre confine da parte di imprenditori svizzeri che ne hanno bisogno e che non trovano ciò che cercano in Ticino. Mi chiedono informazioni sulla tassazione e si informano su lavoratori non solo lungo la fascia di confine, ma anche oltre, nel resto della Lombardia."

"Le ricerche di personale riguardano anche lavoratori molto qualificati, con stipendi tra i 70-100mila franchi" aggiunge il sindacalista. "Che, per chi vive in Itaia, sono tanti soldi."

"Di solito i settori in cui venivano ricercati i lavoratori italiani erano l'edilizia e il sanitario, ora invece c'è molta richiesta anche per il terziario e i servizi in genere. Ed è in questo settore che si creano gli scontri maggiori, perché è soprattutto qui che viene sottratto lavoro ai ticinesi" conclude Maderno. "La realtà, però, è oggettivamente questa."

Il Corriere di Como, soffermandosi più volte sul paradosso di un popolo che vota contro gli stranieri ma poi li va a cercare, conclude invece così: "Insomma, un conto è la pancia del Ticino, che non vuole gli italiani, dall'altra la testa dell'economia, che ne ha bisogno."

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