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Ticino
"Sono sterile, mi drogo": espulso spacciatore italiano
"Sono sterile, mi drogo": espulso spacciatore italiano
"Sono sterile, mi drogo": espulso spacciatore italiano
Redazione
9 anni fa
Un cittadino italiano, condannato a 22 mesi per spaccio, ha ricorso invano contro una decisione del canton Ticino

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un cittadino italiano, in Svizzera da 17 anni, cui la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni aveva revocato il permesso di domicilio del quale era beneficiario grazie al matrimonio contratto con una connazionale.

L’uomo era stato condannato con rito abbreviato il 28 marzo 2014 dalla Corte delle assise correzionali di Locarno alla pena detentiva di 22 mesi, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni, per infrazione aggravata e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti per aver acquistato, dall'ottobre 2011 al 3 maggio 2013, almeno 814 g di cocaina; detenuto sulla sua persona 63,97 g netti della medesima sostanza destinata alla vendita; venduto, tra l'autunno 2011 e maggio 2013, 280/360 g di cocaina (realizzando un ricavo netto di almeno 14'000 franchi); e consumato personalmente almeno 390,03/470,03 g di cocaina. Infrazioni che avevano spinto la Sezione della popolazione, con decisione del 6 giugno 2014, a revocargli il suddetto permesso.

Tale provvedimento è stato confermato su ricorso, dapprima dal Consiglio di Stato, con decisione del 10 dicembre 2014, quindi dal Tribunale cantonale amministrativo, che si è espresso in merito con sentenza del 27 agosto 2015.

Il cittadino italiano si è così rivolto al Tribunale federale, invocando un trauma dovuto ad una diagnosi medica di sterilità che l'avrebbe indotto ad entrare nella spirale della droga e il fatto che il padre di sua moglie sarebbe totalmente a carico di quest'ultima.

Ritenuto che il giudizio impugnato non fa menzione di queste circostanze il Tribunale federale non ha potuto tener conto di tali affermazioni. I giudici di Mon Repos hanno quindi concordato con le autorità cantonali: “il ricorrente è stato condannato alla pena detentiva di 22 mesi sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni, per infrazione aggravata alla LStup in relazione all'acquisto, al possesso, al consumo ed all'alienazione di quantitativi di droga tutt'altro che trascurabili – si legge nella sentenza - L'azione delittuosa del ricorrente si è protratta per quasi due anni (ottobre 2011 - maggio 2013), quindi un tempo lungo; non è pertanto possibile affermare che essa sia circoscrivibile ad un evento singolo ed isolato”.

Inoltre “qualora la moglie non intendesse trasferirsi per sue ragioni personali, un trasloco del ricorrente nella fascia di confine, a pochi chilometri dalla sua attuale residenza, non gli impedirebbe di mantenere saldo il rapporto coniugale.

Il ricorso, come detto, è stato respinto e le spese giudiziarie pari a 2'000 franchi sono poste a carico del cittadino italiano, che dovrà così lasciare la Svizzera.

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