
Un 47enne della Leventina è stato condannato ieri dalla Corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Mauro Ermani, a 28 mesi di detenzione, di cui solo 7 da scontare, per altro in regime agevolato.
Questo affinché l'uomo non perda il lavoro trovato dopo i 58 giorni di prigione scontati due anni fa, in seguito all'arresto.
Il 47enne dovrà quindi passare dietro le sbarre solo le notti, oppure gli verrà applicato uno speciale braccialetto.
L'accusa, rappresentata dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, aveva chiesto 30 mesi da scontare, mentre il legale dell'imputato, avvocato Yasar Ravi, 20 mesi con la condizionale.
L'uomo è stato riconosciuto colpevole di aver coltivato un'importante quantità di droga (almeno 48 kg di marijuana), per un profitto di ben 228'000 franchi. Inoltre ha sottratto 48'000 franchi di elettricità per alimentare l'impianto di Biasca, che è stato scoperto nel giugno 2012 in seguito a un incendio. L'uomo è stato altresì condannato per l'impiego di tre stranieri che faceva soggiornare illegalmente nei sotterranei della palestra in cui si trovava la coltivazione, "in un ambiente insalubre".
"Sono stato uno stupido" ha dichiarato l'uomo, che vanta precedenti per coltivazione di canapa, giustificando il suo agire con una dispendiosa relazione extraconiugale, nel frattempo troncata.
A suo favore hanno giocato diverse attenuanti: l'uomo ha un lavoro, non ha più quella relazione che l'ha indotto a delinquere e anche la sua vita famigliare sembra essere tornata sui binari giusti.
Né l'accusa né la difesa sembrano essere intenzionate a ricorrere in appello.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

