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“Sono stato naïf, ma non ho baciato la ragazza”
“Sono stato naïf, ma non ho baciato la ragazza”
“Sono stato naïf, ma non ho baciato la ragazza”
Redazione
10 anni fa
David Larible, il clown del Knie arrestato a Lugano, si difende dalle accuse di pedofilia: "Sono affranto"

"Ha ragione. Sono stato un idiota. Ho agito in modo ingenuo, ma non ho mai avuto secondi fini”.

David Larible, il clown del circo Knie arrestato a Lugano con l’accusa di pedofilia, parla per la prima volta di fronte alle telecamere, rispondendo alle domande del giornalista di TeleZüri, che lo incalza su quanto successo in una stanza d’albergo di Zurigo con una ragazza 14enne, che lo accusa di averla baciata sulla bocca.

L’incontro, ha precisato Larible, è avvenuto su consenso della madre e lui non ha mai invitato la ragazza in camera. “Ho voluto regalarle un libro. Lei non voleva stare da sola nella lobby dell’albergo, quindi mi ha seguito. Ma non ho mai pensato a nulla di male. La porta della stanza inoltre era sempre rimasta aperta, perché stavo aspettando una fotografa con la quale dovevo fare un servizio, per cui era riservata una seconda stanza”.

Ora, col senno di poi, Larible ammette che il suo comportamento è stato “naïf”. Ma lui sottolinea di riservare sempre un atteggiamento cordiale verso i suoi fans, che vogliono abbracciarlo, scattare foto e scambiare due parole con lui. “Mi è capitato di andare a cena con le famiglie dopo gli spettacoli o di essere invitato a casa dai fans. Sono fatto così. Mi piace stare con le persone”.

Nel caso della 14enne Larible aveva la sensazione che avesse bisogno di aiuto. “È una persona che ha dei problemi, complessata, a cui manca una figura paterna. E mi poneva un sacco di domande, vuole diventare un’artista circense. E mi faceva piacere sapere che potevo aiutarla”.

“Ma non l’ho mai baciata” ribadisce. Semmai c’è stato un bacio, è avvenuto sulla fronte, come lo si dà a un proprio fan, ha aggiunto il legale dell’artista, anche lui presente durante la trasmissione. Una versione che, appunto, diverge da quella fornita dalla 14enne agli inquirenti.

Poi la fatidica domanda: perché la ragazza avrebbe dovuto mentire? "È quello che mi chiedo da quando ho saputo dalle accuse” afferma Larible, che si dice distrutto dalla vicenda e di non essere più lo stesso da quando, il 20 novembre scorso, gli hanno messo le manette ai polsi. "Non lo so" risponde. “A volte, quando le persone hanno un idolo, possono arrivare, anche inconsapevolmente, a fargli del male”.

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