
È di nuovo cambiato il numero di negozi in Ticino: ora non sono più ne 2'200, né 1'600, bensì 1'900.
La prima cifra, 2'200 negozi, era quella ipotizzata prima dell'inizio del censimento lanciato in vista dell'entrata in vigore della nuova Legge sull'apertura dei negozi. A inizio febbraio la Commissione paritetica aveva poi comunicato che dal censimento svolto attraverso le cancellerie comunali e l'attività porta a porta era emerso che in realtà i negozi fossero circa 1'600, per 1'100 datori di lavoro (alcuni hanno più di un commercio). Ma ieri, come riferito dalla RSI, le carte in tavola sono nuovamente cambiate: dopo maggiori approfondimenti risulta ora che i punti vendita in Ticino sono 1'900, per 1'550 datori di lavoro.
Una differenza sostanziale che alza il quorum necessario per l'entrata in vigore della legge approvata il 28 febbraio 2016 dal popolo ticinese, che prevede l'estensione degli orari di apertura. Ora di adesioni ce ne voglioni infatti 776.
"Siamo a due terzi" spiega il presidente della Commissione paritetica Rinaldo Gobbi, interpellato dal Corriere del Ticino. "Negli ultimi mesi ci siamo concentrati quasi esclusivamente sul censimento e ora dovremo darci da fare. Io sono fiducioso."
Gobbi spiega che il dato avanzato in febbraio, 1'600 negozi, era "solo una valutazione fatta al momento. Ora mi sento di dire che i 1'900 commerci rappresentano una cifra affidabile."
Resta il fatto che il quorum è ora più lontano. Il termine non vincolante per raccogliere le adesioni è fissato a fine marzo, ma settimana prossima, durante un incontro con il consigliere di Stato Christian Vitta, si valuterà se posticiparlo nuovamente o meno.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

