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Ticino
«Sono soddisfatto, ma sarà una ripresa lunga»
Redazione
5 anni fa
I nuovi allentamenti entrati in vigore oggi hanno coinvolto anche il mondo della ristorazione. Massimo Suter ai microfoni di Teleticino ci espone la sua opinione a riguardo

Da oggi, i nuovi allentamenti comunicati da Berna qualche giorno fa, sono in vigore. Nel mondo della ristorazione sono avvenuti diversi cambiamenti.

In particolare è stata revocata la limitazione del numero di persone per tavolo, sia all’esterno che all’interno. Al chiuso è restato l’obbligo di consumare stando seduti e quello di mantenere la distanza di sicurezza tra i gruppi di clienti. Come finora i dati di contatto verranno registrati, ma basteranno quelli di una persona per gruppo. Per gli spostamenti l’obbligo di indossare la mascherina resta. Anche all’esterno deve essere rispettata la distanza minima tra i gruppi di persone, si potrà però nuovamente consumare stando in piedi. Non dovranno più essere registrati i dati di contatto.

Ai microfoni di Teleticino, Massimo Suter, presidente di GastroTicino, ci espone la sua opinione riguardo ai sopracitati allentamenti:

Il primo pranzo con questi nuovi allentamenti

«È andato abbastanza bene o addirittura bene. È chiaro che le nuove regole hanno portato un po’ di bubbi anche tra gli operatori del settore, perchè non era molto chiaro se la mascherina la poteva togliere anche il personale e soprattutto le regole all’interno dei ristoranti e dei bar. Però dopo un attimo di assestamento le cose sono funzionate molto bene. Devo dire che anche la clientela ha risposto in maniera ottimale. C’era comunque chi ha preferito portare ancora la mascherina.»

È soddisfatto degli allentamenti applicati nel settore in cui lavora dato che sono stati più «generosi» rispetto a quanto era stato previsto?

«Io sono soddisfatto, ma non è tanto importante questo, è importante il perchè si è arrivati a questi allentamenti maggiori. Sono stati resi possibili perchè la situazione epidemiologica, quindi la situazione sanitaria della popolazione all’interno del Cantone e Nazione è positivo e permette questi allentamenti.»

Recentemente avevate pubblicato il dato che il 20% dei ristoranti nei prossimi mesi potrebbe fallire. Alla luce dei nuovi allentamenti lo pensa ancora?

«Dobbiamo fare astrazione, perchè la Svizzera non è solo il Canton Ticino e vi sono altre regione che stanno ancora soffrendo fortemente per questa pandemia, quindi il 20% che avevamo ipotizzato noi come Gastro Suisse è ancora molto valido.»

C’è un modo per scongiurare questo scenario?

«Il modo è quello di invitare la popolazione ad andare al ristorante. Qualsiasi evento straordinario, che sia esso una guerra oppure una pandemia lascia purtroopo sul campo delle vittime. Tante erano già invalidate all’inizio della crisi, che quindi non ha fatto nient’altro che accellerare un decorso non propriamente sano. Auspico fortemente che il settore possa riprendersi da questa crisi epidemiologica ma soprattutto economica, ma ci vorrà tempo. Quindi non saranno i dati di quest’estate, dove molto probabilmente potremo andare a pareggiare quanto fatto l’anno scorso in senso di numeri, a portare ad una ripresa totale, ma ci vorranno ancora parecchi anni, perchè comunque il danno c’è stato ed è stato molto forte e anche solo gli aiuti che abbiamo ricevuto, che dovranno essere restutuiti, andranno a pesare sulla nostra contabilità.»

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