
Sergio Dell'Acqua, uno dei fondatori di una delle tre liste create ad hoc per le Comunali di Lugano, non ce l'ha fatta.
"Lugano per tutti" non è infatti riuscita a entrare né in Municipio, né in Consiglio comunale, dove si è accaparrata solamente 108 schede intestate. Nonostante la bassa percentuale di voti di lista raggiunta (0.8%), Dell'Acqua ha ottenuto un ragguardevole risultato a livello personale, conquistando 1'318 preferenziali.
Un risultato comunque insufficiente per conquistare un seggio in Consiglio comunale. Dell'Acqua ci ha però confidato di essere ugualmente soddisfatto per i voti ottenuti a livello personale, meno per quelli di lista, ma, afferma con amarezza, "francamente era impossibile entrare". L'imprenditore luganese non è per nulla fiducioso sulle prospettive per la città e lancia persino una sfida agli eletti...
I leghisti sono stati i suoi principali sostenitori (306 voti), assieme al PLR (221), ma anche dall’area progressista ha ottenuto una novantina di preferenze… come giudica questi voti?"Sicuramente sono voti che esprimono un po’ di malcontento e poi probabilmente certa gente avrebbe voluto un cambiamento. Inoltre, la consapevolezza che un imprenditore in Consiglio comunale avrebbe potuto dare un input ai municipali su come aiutare Lugano a sviluppare l'economia. È vero che hanno pareggiato i conti nell'ultima legislatura, ma c’è ancora tanto da dimostrare creando investimenti e creando consumo, che è l'unico motore dell’economia. Senza il consumo, l'economia non girerebbe. Ma in questi anni la situazione dell'occupazione non è migliorata e quindi c'è da fare qualcosa per rilanciare, non accontentarsi di avere pareggiato i conti con certe manovre fiscali... ma sono dubbioso che questo Municipio ci possa riuscire."
Non è convinto da qualche figura in particolare?"No, lo sono verso la situazione generale. C'è stata troppa contabilità in questi tre anni, ma il popolo ha rieletto le stesse persone, ora devono dimostrare di essere in grado di dare una svolta. Anzi, a tutti loro voglio lanciare una sfida: se in questi quattro anni non riusciranno a rilanciare l'economia di Lugano, li inviterò a riversare i loro stipendi nelle casse cittadine, come bel gesto verso la popolazione luganese."
A posteriori, è dispiaciuto di non essere entrato nella lista UDC o PLR, oppure no?"Secondo me non hanno voluto rischiare di avere un imprenditore con nuove idee. Sono loro che non mi hanno voluto."
Ora cosa farà? Intende pensare già alle prossime comunali fra quattro anni?"Ora rifletterò se mettermi tranquillo e fare il pensionato! Voglio vedere come si muoveranno in Municipio nei prossimi quattro anni, se caso valuterò se aggregarmi a qualche lista. "Lugano Per Tutti" non penso sarà riproposta, anche se io amo mettere fuori la faccia, per quello avevo scelto di proporre la mia lista."
Quindi è esclusa anche una sua candidatura in altre sedi, magari a livello cantonale?Da un punto di vista imprenditoriale mi piacerebbe, ma non avendo mai fatto politica, solo ora ho capito come funziona. Sono sempre i soliti a comandare fra di loro ed è tra loro che ci sono gli accordi. Per i nuovi pensieri è troppo difficile trovare spazio.
OC
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