
Oggi in Ticino ripartono i cantieri e molte aziende, segnando la continuazione della riapertura delle attività. Franco Denti, Presidente dell'Ordine dei medici ed ex-deputato in Gran Consiglio, ha dato la sua opinione ai microfoni del TG Speciale di Teleticino, poco convinto dall'allentamento delle misure nonostante i dati sull'epidemia siano sempre più positivi: "Anche se la mortalità sta diminuendo, non basta che i casi diminuiscano: bisogna aspettare che la curva si assesti per qualche settimana. Lo ripeto ancora una volta: non abbiamo elementi per sapere se è possibile mettere in atto un lockdown di meno di un mese e mezzo che funzioni. In Cina sono stati tre mesi, quindi saremo i primi a sperimentare delle misure con questo termine. Questa è la mia posizione, che avevo sottoscritto anche nell'appello con 64 medici del Cantone, oltre a sindaci e sindacalisti, per mantenere tutto chiuso fino al primo weekend di maggio. Per ragioni puramente scientifiche"
"Sono sconcertato da questa riapertura"Però l'economia preme, e dice che se continuiamo di questo passo ci faremo del male. Come risponde, da medico, a queste considerazioni? "Premetto che ho passato anche 4 anni in commissione finanze, quindi conosco la realtà dell'economia ticinese. Ora si tratta di discutere di 15 giorni o un mese, che non cambierebbe molto dal punto di vista economico. Quello che potrebbe cambiare è la possibile ripresa di un picco epidemico troppo violento. Sono un po' sconcertato, ero convinto che la maggior parte degli imprenditori volesse attendere il mese di marzo". Anche perché, precisa Denti: "Il nostro mercato per il 70% è esportazioni, quindi bisognerebbe capire quante aziende avranno dei compratori per i propri prodotti. Le filiere di trasporto della merce sono interrotte in tutt'Europa. E se pensiamo a quanto materiale importiamo dall'Italia, capisce che anche come approvvigionamento non sia messi benissimo"
La riapertura delle scuoleSi parla, a livello federale, di cominciare a riaprire le scuole dell'obbligo per l'11 maggio, mentre per le post-obbligatorie a giugno. Qual è il suo punto di vista? "Secondo me non si riapriranno le scuole: bisogna permettere ai liceali di fare gli esami dopo aver seguito le lezioni per via web, mentre per gli apprendisti si possono approntare le misure di distanziamento, ma per tutto il resto assolutamente no. Inoltre, si dice di recuperare il tempo perso, ma poco fa abbiamo avuto le vacanze pasquali, in cui volendo si poteva farlo. Inoltre non penso sia sensato riaprire le scuole perché sennò i genitori non sanno cosa fare, penso che nessuna mamma ragioni in questo modo". Non è più importante studiare come riaprire le scuole piuttosto se riaprirle o no, visto che prima o poi dovranno riaprire? "Questo è un compito difficile perché nessuno ha la risposta, ovviamente bisogna pensare a un anno scolastico diverso dal solito che mantenga in sicurezza tutti, ma non facciamo esperimenti prima di settembre".
Bar e ristorantiE per bar e ristoranti, come si immagina una ripresa? "Io ipotizzo avverrà verso l'estate, sono misure difficili da applicare perché in ristoranti ed alberghi le misure dovranno essere ancora più elevati. E il grosso problema è l'afflusso di turisti stranieri: chi si muoverà il prossimo anno? Ci saranno i trasporti? È un problema complesso e dovremo muoverci inizialmente all'interno del territorio confederato. Ma sarà un problema globale, nessuno andrà a visitare un altro Paese se non gli garantisce la sicurezza sanitaria"
"I checkpoint avranno una funzione determinante"Riguardo ai checkpoint: funzionano? Se ne può immaginare un’evoluzione, specie in vista del possibile inizio dei test sierologici? "In questa seconda fase sarà determinante sfruttare tutto quello che la medicina può offrire sul territorio per proteggere la popolazione. I checkpoint sono strutture elastiche che si adattano, sono nati per quella filosofia: individuare immediatamente i pazienti sospetti, testarli, isolarli e costruire la tracciabilità. I checkpoint sono nati appena si è potuto respirare un pochettino, ma in futuro saranno fondamentali per evitare l'afflusso eccessivo di pazienti in ospedale. Inoltre, la tracciabilità è stata abbandonata vista l'entità della "marea" che ci ha travolto, ma sarà fondamentale per limitare il numero dei casi" Sarebbe necessario che tutti ci vaccinassimo contro l'influenza, per ridurre la possibilità di confonderla con i casi di coronavirus? "Penso che, tra le altre cose, vaccinarsi contro l'influenza diverrà un mantra, il prossimo autunno".
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