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Cantonali 2023
“Sono piuttosto sicuro che in Governo siederà ancora un socialista”
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 anni fa
Le riflessioni del consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli per la campagna verso le elezioni del 2 aprile, a cui lui non prenderà parte “È strano, ma rientra nella normalità della vita”.

“Sono piuttosto sicuro che ci sarà ancora un, o una, consigliere di Stato socialista, e spero che sia così. Il mio partito, e la sinistra in generale, è una presenza imprescindibile, come altre, di questa collettività”. Così si è espresso il direttore del Decs Manuele Bertoli (PS) ai microfoni di Ticinonews, a margine del sorteggio dell’ordine di successione delle liste per le elezioni cantonali avvenuto oggi a Palazzo delle Orsoline. La differenza “sarà che chi rappresenterà il mio partito non ne rappresenterà solo uno, bensì almeno due. Lì qualcosa cambierà, ma saranno dinamiche che vedremo poi nei prossimi quattro anni”.

“Altri dovranno prendere il mio posto”

Una corsa, quella verso le cantonali del 2 aprile, a cui Bertoli non prenderà parte.  “È strano, ma è anche la normalità della ruota della vita che gira. È venuto il mio momento di partire, mentre altri dovranno arrivare e prendere il mio posto”. La democrazia “è bella anche per questo motivo: le istituzioni rimangono solide e le persone cambiano e fanno quello che possono durante il loro percorso”.

“La politica non è solo scontro, bensì la ricerca di soluzioni”

All’imminente chiamata alle urne, si sottoporranno all'esame degli elettori 49 candidati al Consiglio di Stato e 916 candidati al Gran Consiglio. Numeri decisamente importanti…“Avere molte candidature può significare tante cose: vuol dire certamente avere una scelta più ampia. Tutti vogliamo che vengano scelti i migliori, in modo che Governo e Parlamento possano funzionare bene”. Ma un Gran Consiglio frammentato funziona? “Frammentato è più complicato, ma il vero problema è la volontà, o la mancata volontà, di trovare soluzioni”. Per avere delle maggioranze “bisogna mettersi assieme a due, tre, quattro gruppi, e a volte c’è un’incomunicabilità preminente rispetto alla volontà di trovare soluzioni”. Immaginare che la politica sia solo scontro e non la ricerca di soluzioni “credo sia un grande errore”, ha affermato Bertoli.

La questione livelli

Settimana prossima, intanto, in Gran Consiglio approderà il tema dei livelli, sul quale Bertoli si è speso molto. Il consigliere di Stato, tuttavia, non si esprimerà “finché non avremo il voto finale. Ne sono già successe diverse sul tema. Attendo fiducioso il voto e la discussione”. Naturalmente “spero che si possano fare passi avanti per la scuola, perché lo merita e ne ha bisogno”. La politica “dovrebbe sostenere questi passi avanti, in maniera ragionevole e oculata certo, ma non mettere dei paletti che alla fine non fanno la gioia di nessuno”, ha concluso Bertoli.

Coduri: “C’è un interesse nell’avere i primi numeri”

Tornando alla cerimonia di oggi, il cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri ha sottolineato come si tratti comunque di un momento importante, perché dà il via ufficiale alla campagna, e in più, aldilà degli aspetti scaramantici, “c’è chiaramente un interesse verso i numeri: i primi sono infatti quelli che compaiono all’apertura della busta di voto”. Se poi questo possa effettivamente influenzare il voto di qualcuno “secondo me no, però tutti i partiti avrebbero fatto carte false per avere l’1”. Numero che, lo ricordiamo, è andato al Plr.

Quei numeri mancanti

Per concludere, una curiosità: la lista per il Consiglio di Stato conta dieci nomi, quella per il Gran Consiglio quattordici. Nell’elenco per il Parlamento, tuttavia, i numeri vanno fino al sedici e mancano il 9 e il 10. Il motivo? 9 e 10 sono i numeri, rispettivamente, dell’alleanza PS-Verdi e di quella Lega-UDC nella lista per il Governo. I quattro partiti, però, corrono separatamente per il Gran Consiglio e quindi “occupano” i numeri 11, 12, 13 e 14, lasciando “scoperti” il 9 e il 10.

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