
A 39 anni, madre di un bambino di 10, Mixaris Bianchera-Pérez Concepciòn di Balerna è una dei nuovi volti della lista del Partito Socialista per il Consiglio nazionale. Dopo aver studiato giurisprudenza a Cuba, Bianchera-Pérez Concepciòn è arrivata prima a Zurigo e poi in Ticino, dove vive dal 1996. Attualmente, dopo aver lavorato per sei anni al Fox Town, sta terminando una seconda laurea come giurista all’università insubrica di Como.
Signora Bianchera-Pérez Concepciòn, come è nata la sua passione per la politica?
"Sono nata e cresciuta a Cuba e la politica fa parte del mio DNA. Fin dal mio arrivo in Svizzera mi sono interessata alla politica europea e svizzera e in seguito ticinese. Vista la situazione attuale e i cambiamenti avvenuti a livello europeo, mi riferisco agli accordi bilaterali o ancora al congedo maternità ad esempio, non ho potuto rimanere indifferente."
"Arrivata in Ticino poi, lavorando al Fox Town, mi sono avvicinata a UNIA e in seguito alla politica. Ho quindi cominciato a collaborare con il sindacato e attualmente faccio parte di due gruppi di lavoro: donne e migranti. Con entrambi i gruppi abbiamo organizzato molte attività. Ad esempio, con il gruppo migranti stiamo allestendo un esposizione in Piazza del Sole a Bellinzona, riguardante la migrazione per ricostruire la memoria storica di quello che è successo in Svizzera dal 1934 fino ad oggi. Infatti lo statuto di lavoratore stagionale non è nuovo, ed è nato nel 1934."
Venendo da un paese di estrema sinistra, cosa l’ha spinta ad avvicinarsi al PS?
"Mi identifico con i valori del Partito Socialista. Sono cresciuta tra due poli e ho trovato una via che mi pare sia un buon “compromesso” dei valori che mi sono stati trasmessi durante la mia educazione. Da un lato mio padre, che apparteneva all’estrema sinistra ed era un vero internazionalista che è persino stato in Africa nel 1976, per contribuire alla liberazione dell’Angola. Dall’altro lato mia madre che era figlia di proprietari dell’industria dello zucchero, nazionalizzata solo dopo la Rivoluzione del 1959."
Come vede la rappresentazione del PS al Nazionale?
“Mi auguro che in futuro ci siano più socialisti in generale, e più rappresentanti ticinesi che affianchino Marina Carobbio in questo duro lavoro, così da poter fornire più risposte ai ticinesi. Sarebbe importante ad esempio trattare in maniera più approfondita la questione del mercato del lavoro. Personalmente mi sono impegnata a portare avanti la mia candidatura, proprio per poter dare delle risposte, mettendomi a disposizione del bene comune."
Quali i suoi obiettivi se fosse eletta al nazionale?
"Oltre alla questione delle pari opportunità, che sebbene sancite dalla costituzione non sono completamente rispettate - infatti le donne guadagnano il 20% in meno degli uomini, fatto che ha anche delle ripercussioni nelle famiglie – vorrei approfondire la tematica del lavoro."
"Penso sia importante attuare delle misure concrete per quanto concerne gli accordi bilaterali. Sono favorevole a questi accordi, ma non si può continuare così. Questa non è l’Europa che desideriamo, e quindi dobbiamo risolvere una parte problematica degli accordi bilaterali, ma non possiamo abolire gli accordi bilaterali. Infatti va ricordato che l’economia Svizzera cresce anche grazie a questi accordi."
A proposito della posizione di Ghisletta cosa ne pensa?
"Il PS è composto da personalità che hanno idee diverse e con queste si confrontano. Non condivido le sue idee, ma le rispetto e lo capisco. Anche se abbiamo posizioni diverse, anche a lui sta a cuore la situazione dei salariati, con i quali del resto è confrontato quotidianamente."
Perché è tanto ardua la situazione per i salariati oggi?
"Il problema sta nell’attitudine degli imprenditori: c’è una mancanza di umanità. Le aziende dovrebbero sapere e tener conto del costo della vita in Ticino. Per questo ci vuole un salario dignitoso, infatti pensando solo al profitto non si risolverà nulla. Ci sono imprenditori seri e rispettosi dei lavoratori, ma quelli che non lo sono, contribuiscono a creare una situazione disastrosa.
Cosa intende per situazione disastrosa in Ticino?
"In Ticino oggi sono aumentati i casi di assistenza. 1600 persone alla settimana devono fare capo al Tavolino magico, i giovani non trovano posti di lavoro, e in molti devono lasciare il Cantone per trovare una formazione prima e un lavoro poi. Inoltre sono in molte le persone che non riescono a pagare i premi delle casse malati. È scandaloso che in uno dei paesi più ricchi al mondo, dove il 50% delle ricchezze nazionali è in mano al 2%, c’è chi non riesce a far fronte ai costi per la sanità."
E infine, la nostra intervistata conclude con una considerazione sulla candidatura di Jacques Ducry.
"Sostengo la sua candidatura perché sarebbe l’occasione per unire tutto il fronte centro-sinistra. Ducry infatti potrebbe concertare tutti e riuscire così a portare avanti dei progetti interessanti per la popolazione ticinese che fatica ad attirare l’attenzione della Confederazione sui problemi che la concernono."
SF
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