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Ticino
"Sono di Benevento e ne vado orgoglioso"
Redazione
13 anni fa
Sergio Savoia, dopo il clamore suscitato da un'intervista al Corriere, si riconcilia con il Sud Italia: "Ho provato sulla mia pelle l'astio contro gli stranieri"

Quasi un paradosso. Così il Corriere del Mezzogiorno descriveva, ieri, la posizione di Sergio Savoia in merito all'iniziativa contro l'immigrazione di massa accolta dai cittadini svizzeri domenica scorsa.

Un paradosso, spiega il quotidiano, perché proprio lui, che denuncia il fenomeno degli italiani che tolgono posti di lavoro agli svizzeri, è figlio di immigrati italiani. Più precisamente di una coppia giunta in Ticino nel 1958 da Apollosa, in provincia di Benevento.

Savoia ha spiegato benissimo al Corriere del Mezzogiorno per quali motivi lui, figlio di immigrati, abbia deciso di schierarsi a favore dei limiti all'immigrazione. Ma le sue argomentazioni, seppur valide, non hanno trovato solo consensi, nel Sud Italia. In molti, tra coloro che hanno commentato l'articolo, l'hanno additato come "un emigrato italiano che ha rinnegato le proprie origini."

Savoia però non ci sta. E per questo oggi, su un altro quotidiano del Sud Italia, l'Ottopagine di Benevento, precisa la propria posizione. "Sono orgoglioso delle mie radici sannite e non le rinnego" si legge nel sottotitolo dell'articolo.

"Io sono fiero delle mie origini italiane e sono fiero dell'accento con cui parlano i miei genitori" ha dichiarato il leader dei Verdi ticinesi a Ottopagine. "Mi rendo conto però che i contenuti di questo articolo costituzionale, letti a distanza, possono indurre in confusione."

In seguito alle incomprensioni sorte in seguito alla sua intervista al Corriere del Mezzogiorno, Savoia, che anche questa estate come ogni anno si recherà in provincia di Benevento, ha proposto di indire un incontro con i cittadini di Apollosa al fine di illustrare loro meglio la propria posizione. "È difficile spiegarsi a distanza" ha affermato.

"Per me l'Italia è un po' come un padre biologico" ha aggiunto Savoia. "C'è un legame che non si può scindere ma che si differenzia da quello col padre adottivo, qual è per me la Svizzera, che mi ha cresciuto e mi ha dato da vivere. Sono due legami diversi ma non li trovo in contraddizione."

Savoia respinge poi qualsiasi accusa di razzismo. "Non potrei mai peccare di xenofobia, perché insieme ai miei genitori anch'io negli anni '70, quando ero poco più di un bambino, ho provato sulla mia pelle l'astio nei confronti degli stranieri. Non è stato semplice superare questo tipo di atteggiamento e non è certo nostra intenzione riproporlo approvando queste misure."

AS

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