
"Con la presente rassegno le mie dimissioni da municipale, con effetto immediato". È la prima frase della raccomandata che Marco Bonetti ha inviato il 20 agosto scorso al Municipio di Cevio. Un esecutivo che, a pochi mesi dal suo insediamento, perde dunque un suo membro. A prendere il suo posto dovrebbe essere Gabriele Scarpelli, primo subentrante della lista "Paese Libero '24".
"Così non va, sono stufo"
Purtroppo, scrive Bonetti, "a livello municipale abbiamo visioni contrastanti, modi di fare differenti ed esiste una insostenibile incompatibilità di carattere. Io non sono un 'tira prezzi', mi piace discutere in modo trasparente e trovare soluzioni che soddisfino tutte le parti, specialmente quando si è in stato di crisi. Già dopo pochi mesi, mi sento deluso, stufo ed arcistufo di far parte di un municipio monopolizzato fino all’estremo da connessioni politiche d’altri tempi. Io non sono uno scolaretto e non voglio venir incanalato o portato per mano da altri e continuamente scavalcato. Sarei stato felice di mettere le mie conoscenze ed il mio tempo a favore della collettività ma purtroppo questo non mi è stato concesso. Così non va, non si può lavorare. Sono stanco di essere ripreso su ogni cosa e di non aver avuto un minimo d’autonomia e comprensione da parte vostra". Ex municipale che tiene a precisare come "il maggior carico di lavoro causato dalle recenti alluvioni" non è stato il motivo per il quale ha rassegnato le sue dimissioni.
"Se voi non avete fiducia in me, perché devo averla io in voi?"
"Ho superato i 65 anni d’età", si legge alla fine della raccomandata, "e non voglio trasformare la mia pensione in continue apprensioni e notti insonni che causano problemi alla mia salute. Ho altro da fare. La mia pressione sanguigna e la mia salute vengono prima di tutto. Impossibile andare avanti così. Fate voi che fate bene. Io ho deciso".
"Sono io lo scemo del villaggio?"
Accanto alla raccomandata, Bonetti ha inviato al "Gruppo Paese Libero '24" una lettera in cui spiega cosa c'è dietro la sua decisione di lasciare l'esecutivo di Cevio. "Già dai primi colloqui per designare il vicesindacato e i dicasteri non ho potuto pretendere nulla perché era già tutto predefinito da altri, esercitando così una prova di forza politica da parte loro. In seguito anche la non accettazione delle dimissioni di Scarpelli (altra prova di forza politica) ha avuto il suo peso. Già dall’ inizio avevo affermato che l’entrata in municipio di una certa persona avrebbe portato a delle difficoltà. Purtroppo anche da parte degli altri membri del municipio non ho alcun sostegno. Inoltre c’è chi monopolizza il municipio. Dopo pochi mesi affermo che è impossibile lavorare per incompatibilità di carattere, modi di fare e stili di lavoro molto diversi dal mio. Mi viene negata autonomia di lavoro e finanziaria, quello che faccio viene costantemente criticato e mai sostenuto. Solo loro sanno lavorare ed io 'scemo del villaggio'? Così è impossibile lavorare. Dall’inizio di questa avventura e con l’avvento dell’alluvione, non mi son mai tirato indietro, anzi il sovraccarico di lavoro non mi ha mai creato problemi. Io, al contrario di altri, sono sempre stato presente. Ma questo, all’interno del municipio, non è stato minimamente apprezzato, anzi ... Da qui, impossibilitato a lavorare, la decisione di presentare le mie dimissioni. Mi spiace per la situazione e mi scuso. 'Non lascio la nave' perché sta andando a fondo, ma lascio prima che vada a fondo, dopo averlo detto senza che alcuno mi ascoltasse".

