
"Sono contento, ma non temevano il ballottaggio. Eravamo preparati anche a questo scenario". Queste le parole di Mario Branda, ufficialmente sindaco della nuova città di Bellinzona, dopo la rinuncia di Andrea Bersani a sfidarlo al ballottaggio. Ipotesi che entrambi avevano discusso insieme prima che il municipale PLR (e ora anche vicesindaco) rendesse pubblica oggi la sua decisione.
"Penso che i risultati di domenica erano piuttosto confortanti" sottolinea Branda, nonostante il PLR oggi in conferenza stampa abbia sottolineato che i numeri erano dalla loro. "Hanno fatto i loro calcoli, noi abbiamo fatto i nostri. Per questo eravamo tranquilli. Ora il problema non si pone più e possiamo cominciare a lavorare per la nostra comunità".
Il PLR ha parlato di quei 1400 voti regalati alla sua lista, non contraccambiati dal PS...
"Non è che una campagna elettorale c'è un "do ut des". Le persone fanno quello che vogliono. Sono libere di mettere le crocette dove a loro meglio pare e piace, e se gli elettori hanno deciso di votare in un certo modo, avranno avuto le loro ragioni".
"E' importante iniziare subito in un clima di cooperazione e naturalmente anche di collegialità" ha proseguito il sindaco. "Come lo è stata la scorsa legislatura. Abbiamo importanti problemi da affrontare e poterlo fare in uno spirito positivo è la cosa migliore".
Quanto è importante salvaguardare il sindacato per Unità di sinistra e per la sinistra in generale?
"Era soprattutto indicativo, penso ad una conferma di un lavoro condotto negli ultimi anni. A dimostrazione che anche un'alleanza rosso-verde è in grado di riproporsi all'interno dell'Esecutivo e di fare bene la propria parte. Da questo punto di vista c'è soddisfazione da parte nostra, senza per questo disconoscere il lavoro importante fatto da altri partiti e certamente anche dai componenti del PLR".
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