
Essere candidato è un lavoro a tempo pieno? Almeno in questo periodo che precede le elezioni sembrerebbe proprio di sì.
Perché chi si mette a disposizione per un'elezione, deve farsi conoscere, prendere posizione sui temi caldi, far sentire la propria opinione e girare fra la gente. E ciò richiede tempo, che spesso chi unisce politica, professione e a volte anche una famiglia, non ha.
E quindi come fare? A chiedere aiuto, sul suo profilo Facebook, è un candidato al Gran Consiglio per il Partito socialista, Fabio Agustoni.
"Ho bisogno di un consiglio: come faccio a trovare il tempo per presenziare agli eventi della campagna elettorale, tenendo presente che ho un'attività lavorativa al 100%, ho una famiglia (moglie anche lei lavora) con due adorabili pesti ed ho un'attività politica in un Esecutivo (municipale a Morbio Inferiore, n.d.r.)"
"Con tutta la modestia del mondo" prosegue Agustoni, "penso di poter dare molto alla causa del nostro amato Cantone, ma come faccio a farmi conoscere da chi non mi conosce ancora?"
"Vedo delle bellissime foto in cui i candidati si incontrano e si scambiano opinioni e forse santini" scrive ancora il candidato PS. "Sono felicissimo di essere qui in casa con i miei bimbi a giocare ma forse, in questo giorno dedicato alle donne, capisco cosa vivono e cosa provano quando non possono dare alla società quanto danno alla famiglia! Aiuto!"
Nelle risposte al suo post, fra alcune simpatiche come "Ti sdoppi?", "Crei un ologramma?", e un "Va bene così! Certi candidati evidenziano una malattia di protagonismo e con continue pubblicazioni ottengono l'effetto contrario!" si trova anche quella di un altro candidato al Gran Consiglio, Rossano Bruni (Verdi).
"Senza fare il bacchettone, quando si decide di mettersi in politica, si deve riconsiderare tutto" scrive Bruni al collega socialista. "Un candidato eletto ha chiesto ed ottenuto la fiducia di cittadini. Pertanto se vuoi continuare nella tua opera, devi trovare il tempo per farti rieleggere come lo hai trovato a suo tempo per farti eleggere."
"A meno che il tuo entusiasmo sia venuto a meno. Cosa che non penso nel tuo caso. Dai che ce la fai!", aggiunge il candidato dei verdi.
Al che Agustoni ribatte, allargando il discorso al ruolo dei datori di lavoro nelle campagne elettorali e nella conseguente azione politica, nonché alle sempre annose questioni dei ruoli in famiglia e della parità (dicendo di comprendere le frustrazioni delle donne che "non possono dare alla società quanto danno alla famiglia")
"Il mio post vuole e voleva essere un monito per una società che spesso vive solo sull'immagine e l'apparenza", dice infatti il candidato PS. "In una campagna elettorale c'è chi ha più opportunità, in parte fornite dal datore di lavoro, che poi forse lo condiziona nel suo operato o per il suo essere indipendente."
"Penso che la nostra società deve essere rappresentata in toto nei legislativi e negli esecutivi" scrive ancora Agustoni. "Proprio per questo ho lanciato questo "grido", la politica non deve essere fatta solo da coloro che hanno i mezzi finanziari o peggio ancora hanno degli appoggi che poi li vincolano. Sono un Job-coach che si occupa di problemi legati alla disoccupazione, penso di poter dare una mano a questo Cantone, con tutta la modestia che mi appartiene. L'avere due piccoli all'asilo, senza famigliari che possono occuparsene, da una parte è una grandissima gioia, dall'altra una difficoltà. Se in passato questi "problemi" erano più della mamma oggi giustamente sono condivisi. Grazie degli auguri Rossano, anch'io te li faccio di cuore."
Il tema è aperto. Politica solo per chi ha tempo, denaro e persone disposte ad accollarsi i suoi doveri familiari? O per chi è disposto a farsi dare una mano in termini di tempo dal datore di lavoro per poi rendergli il favore lasciandosi condizionare? Oppure ancora, politica per tutti, come sarebbe auspicabile?
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