
A un giorno dall'apertura del Festival del film di Locarno, il presidente Marco Solari prende ufficialmente posizione sul divieto anti-burqa, in vigore dal 1° luglio 2016 in Ticino.
"Sono stato attivo 40 anni nel settore del turismo, ma sono a favore del divieto di indossare il burqa" ha dichiarato in un'intervista al Blick. "Si tratta di proteggere uno dei nostri valori. In Svizzera mostriamo il volto e per salutarci ci diamo la mano. Chi viene da noi dovrebbe rispettare le nostre regole", ha aggiunto, secondo cui in nome del liberalismo non è accettabile che la donna venga sottomessa.
Solari ha sottolineato di non vedere nessuna contraddizione tra l'apertura del Festival del Film, promotore di valori repubblicani, e i segnali politici degli ultimi anni, come il successo dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa e la legge anti-burqa. Anzi sottolinea che "una fabbrica di idee deve includere anche una parte conservatrice" e che il ministro Norman Gobbi è assolutamente "filogovernativo".
Solari si è poi soffermato sull'iniziativa contro l'immigrazione di massa, spiegando al giornale d'Oltralpe la situazione particolare che sta vivendo il Cantone: "Il divario salariale tra il Ticino e l'Italia è enorme. Molti ticinesi vivono il dumping salariale sulla loro pelle. E i problemi economici sono da prendere sul serio perché alimentano il risentimento. Il Ticino è vittima dei bilaterali. Per questo non sorprende il fatto che il Ticino propone soluzioni tecniche concrete, anche se i segnali che giungono dall'UE sono poco stimolanti". In caso di votazione, che secondo Solari andrebbe organizzata, il Cantone li boccerebbe in modo netto.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

