
Fra i tre candidati PLR al Consiglio federale, solo il ginevrino Pierre Maudet ha risposto alla lettera aperta inviata da Alliance Sud per sapere cosa pensano della cooperazione allo sviluppo della Svizzera, della coerenza della politica di sviluppo e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Lo comunica oggi la direttrice dell'ufficio di Lugano di Alliance Sud, Lavinia Sommaruga (nella foto), spiegando che la lettera aperta è stata inviata ai tre candidati perché l'associazione ritiene i temi loro sottoposti siano "questioni che dovrebbero occupare non solo i vertici del ministero degli Affari esteri, ma qualsiasi futuro membro del Consiglio federale."
"Isabelle Moret e Ignazio Cassis non ci hanno risposto" scrive Alliance Sud in un comunicato. "Era per mancanza di tempo o d’interesse per le questioni di politica di sviluppo? Ignazio Cassis si è scusato: “Per le domande dei media e delle associazioni purtroppo non ho più tempo”. Accettiamo le scuse stringendo i denti."
"Pierre Maudet è stato completamente diverso" prosegue Alliance Sud. "Ha fornito prova di sufficiente organizzazione e interesse per inviarci una posizione dettagliata e seria. Ciò merita riconoscenza! La cosa più rilevante è che Maudet riconosce che la cooperazione allo sviluppo è un investimento nel futuro della Svizzera. La cooperazione internazionale non è solo una linea budgetaria. Ogni centesimo risparmiato qui prima o poi dovrà essere speso, fosse solo che per lottare contro l’immigrazione clandestina."
"Maudet quindi non vuole diminuire le spese per la cooperazione allo sviluppo al di sotto dello 0.5% del reddito nazionale lordo" scrive ancora Alliance Sud. "I suoi colleghi di partito della commissione delle finanze del Consiglio nazionale hanno un’altra opinione: con i rappresentanti dell’UDC hanno sostenuto recentemente una mozione che va contro lo 0.5% stanziato finora e che spianerà la strada a tagli drastici nella cooperazione internazionale."
"Però Maudet trova “poco chiara” la domanda sulla coerenza della politica di sviluppo – come deve cambiare la politica svizzera per evitare di nuocere ai paesi in via di sviluppo? Manca ancora la coscienza che la politica finanziaria svizzera sostiene i flussi di denaro sporco in provenienza dai paesi in via di sviluppo o che accordi commerciali iniqui impediscano lo sviluppo" conclude Alliance Sud. "Ci rallegriamo di discutere con lui di queste questioni."
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