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Ticino
"Solo i cattolici si lamentano"
"Solo i cattolici si lamentano"
"Solo i cattolici si lamentano"
Redazione
11 anni fa
Bertoli replica a Don Leo, ricordando che gli evangelici hanno approvato il nuovo manuale di educazione sessuale

"Il DECS non ci ha ascoltati" denunciava ieri Don Rolando Leo, rappresentante della Chiesa cattolica nel gruppo di consulenza che ha analizzato il nuovo manuale di educazione sessuale per le scuole medie del Canton Ticino.

Don Leo accusava Manuele Bertoli di "aver fatto lavorare una decina di persone per due anni senza poi recepire nulla delle proposte elaborate" e lamentava il fatto che il manuale fosse il risultato dell'imposizione "di un certo tipo di modello culturale".

Accuse che il consigliere di Stato ha deciso di non incassare in silenzio. E quindi, dopo aver già spiegato la posizione del DECS in risposta al deputato PPD Maurizio Agustoni, Bertoli torna oggi ad esprimersi sul discusso manuale di educazione sessuale tramite un testo pubblicato sul proprio sito personale.

"Santa pazienza…" esordisce Bertoli, prima di fornire le sue precisazioni.

"Sono rimasto stupito, anche se non più di quel tanto, dalle accuse che don Rolando Leo ha lanciato contro il mio dipartimento dalle colonne del Giornale del Popolo di mercoledì 23 settembre in merito al libro di educazione sessuale per il secondo ciclo di scuola media, allievi adolescenti di 14/16 anni" scrive il direttore del DECS. "Premesso che la Chiesa cattolica è l’unica componente del gruppo di consulenza che non ha accettato il nuovo testo (lo ha invece fatto quella evangelica), ho raccolto informazioni in proposito presso i miei servizi e chi ha seguito l’allestimento del libro e posso rispondere a don Leo, riprendendo passo passo le sue affermazioni."

La confutazione è lunga ("in ragione della gravità delle contestazioni mossemi", scrive Bertoli) e la potete trovate sul sito www.manuelebertoli.ch

"In definitiva" scrive Bertoli, "bisogna che sappiate che molte concessioni sono state fatte al rappresentante della Chiesa cattolica e ad altre posizioni, com’è normale in un dibattito nel quale si cerca il consenso più allargato possibile, ma ovviamente i veti non sono stati accolti. Il libro non può essere un trattato catechistico sulla sessualità. A elaborarlo hanno concorso molte componenti della nostra società: oltre all’esponente della Chiesa cattolica erano presenti nel gruppo di consulenza la Comunità evangelica, la Conferenza cantonale dei genitori, l’Ufficio del Medico cantonale, il Centro di salute sessuale e pianificazione familiare dell’Ente ospedaliero, l’Ufficio insegnamento medio, un pediatra ed una sessuologa. Tutti sono stati ascoltati, ma non è stato accettato da parte di nessuno di opporre degli aut aut."

"Concludo dicendo che io ho ricevuto il testo il 10 giugno 2015, prima non avevo dato alcuna indicazione ai suoi autori, e che mi sono permesso solo di fare un’osservazione di dettaglio su un aggettivo a mio parere non opportuno" scrive infine Bertoli. "Questo è quanto. Poi ognuno si faccia una propria idea delle cose. Voglio qui cogliere l’occasione per ringraziare chi ha collaborato alla stesura del libro, per averci messo tempo, competenza e tanta… santa pazienza."

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