
Il Consiglio di Stato ha stabilito il nuovo record di velocità nell’evadere un atto parlamentare. Nulla da fare per Massimiliano Robbiani o Matteo Pronzini: il nuovo primato se lo aggiudica la risposta alla seconda interrogazione presentata in pochi giorni dalla deputata PPD Sara Beretta Piccoli sul caso-Compodino (vedi articoli suggeriti). Il 3 luglio scorso, ricordiamo, Beretta Piccoli era tornata alla carica dopo che il Governo aveva risposto, in modo lapidario, a una sua precedente interrogazione, sottolineando che una sentenza del Tribunale federale non aveva disposto la chiusura dell'impianto.
Risposta in tempi record, dicevamo: sono infatti solo 4 i minuti impiegati per evadere il suddetto atto parlamentare, con il Governo che in primis “sottolinea di avere già fornito ripetute ed esaustive risposte all’interrogante in merito al tema in oggetto”. Inoltre “va sommariamente rammentato all’interrogante che la pianificazione del territorio, il rilascio delle licenze edilizie, come pure la polizia edilizia, sono temi eminentemente di competenza comunale”. Pertanto il Governo non “non ha adottato provvedimenti” nei confronti dell’azienda mentre “la potenziale rilevanza penale di ogni singola fattispecie va valutata dalle autorità competenti alla luce delle circostanze oggettive e soggettive del caso”.
L’interrogante è rinviata al contributo delle risposte già fornitele a 4 interrogazioni precedenti sul tema.
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