
Sono stati circa 1'800 i cittadini proprietari di immobili che hanno presentato un reclamo contro l'adeguamento delle stime immobiliari deciso dal Consiglio di Stato e approvato dal Gran Consiglio nell'ambito della manovra finanziaria.
Una misura importante che, come noto, consente al Cantone di incassare circa 30 milioni di franchi supplementari. Si temeva quindi una valanga di reclami e forse pure un ricorso al Tribunale federale, ma le cose sono andate diversamente, come sottolinea il direttore del DFE Christian Vitta sul Giornale del Popolo di oggi.
"I reclami sono stati più o meno 1'800, sulle circa 220mila intimazioni spedite" spiega il consigliere di Stato. "Ciò significa che meno dell'1% ha esposto reclami: una cifra nettamente inferiore rispetto a quella che avevamo preventivato sulla base dell'esperienza fatta nel 2005, quando si effettuò la precedente revisione delle stime immobiliari. Su questa base ci aspettavamo potessero rientrare tra i 20mila e i 30mila reclami dai proprietari di immobili. Invece non è andata così."
Non sono inoltre stati presentati ricorsi al Tribunale federale. Un'altra buona notizia per il Cantone, che secondo Christian Vitta è dovuta al fatto che "l'adeguamento delle stime è da considerarsi tutto sommato contenuto" e che la rinuncia a modificare il calcolo del valore locativo "ha sicuramente reso la misura meno incisiva per i proprietari."
"E infatti, malgrado questo adeguamento, i valori di stima aggiornati rimangono ancora sotto il valore commerciale" conclude il direttore del DFE. "Un aspetto che, con ogni probabilità, è stato un altro fattore determinante per non spingere i proprietari di immobili a inoltrare reclami al Cantone."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

