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Ticino
“Sollevati, anche se non avevamo responsabilità”
Immagine CdT/Zocchetti
Immagine CdT/Zocchetti
Daniele Coroneo
5 anni fa
Per il sindaco di Lugano Michele Foletti, il decreto di abbandono del Ministero pubblico sull’abbattimento dell’ex Macello dà ragione alle istituzioni

“Sicuramente siamo sollevati, anche se come abbiamo sempre sostenuto non abbiamo mai avuto alcuna responsabilità nei fatti avvenuti quella notte al Macello”. A parlare a Ticinonews è il sindaco di Lugano Michele Foletti, che accoglie con soddisfazione il decreto di abbandono dell’inchiesta penale contro ignoti relativa alla demolizione di parte dello stabile dell’ex Macello. “Il Municipio non è comunque mai stato imputato: eravamo stati sentiti dagli inquirenti solo come persone informate sui fatti”, ha specificato Foletti.

“Fatto ciò che si doveva fare”
La vicenda non ha mancato di sollevare interrogativi, intaccando anche in parte la credibilità delle istituzioni. “Qualcuno ha sicuramente voluto minare la credibilità delle istituzioni, credo però che la decisione odierna del procuratore generale dimostri come quella sera le istituzioni abbiano fatto ciò che avrebbero dovuto fare”, precisa il sindaco.

La partita politica continua
Se sul piano penale la questione sembra essere chiusa, politicamente il confronto continua. In questo senso, Foletti ribadisce che “per l’autogestione le porte del Municipio sono sempre aperte, come sempre lo sono state e sempre lo saranno. Aperte tuttavia per chi intende discutere con noi di regole e, una volta stabilite, si potrà vedere se si riesce a trovare un luogo per l’autogestione”.

“Decreto d’abbandono ci permette di tornare sul tema”
Stesso spirito da parte della responsabile della sicurezza cittadina Karin Valenzano Rossi, “Vengo a saperlo da voi!”, esordisce la municipale, che ha appreso la notizia dai media. In effetti, “Non essendo coinvolta direttamente dal procedimento, non ero infatti stata informata dal Ministero pubblico. Siamo però contenti che questo procedimento vada verso la conclusione. In questo periodo di indagini, infatti, è stato impossibile affrontare con serenità e con un approccio costruttivo il tema dell’autogestione, che resta molto importante”.

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