
SolidariTIR: un camion di aiuti a favore delle persone rifugiate e migranti escluse dal sistema d’accoglienza in Grecia. Ecco qual è il nuovo progetto nato da “Aletheia RCS – Refugee Camp Support”, un’associazione fondata in Ticino nel 2019.
Associazione ticinese per aiutare i rifugiati in Grecia
Aletheia collabora con altre due realtà italiane: One Bridge to Idomeni, nata a Verona e Vasilika Moon di Brescia. L’associazione, ci spiega Emanuele Scandale giovane volontario, “deriva dal greco e significa letteralmente rivelazione, dischiudimento, ovvero qualcosa che non è più nascosto, che non è stato dimenticato”. L’associazione si impegna a portare aiuti concreti alle persone migranti che si trovano forzatamente bloccate nei campi della zona di Corinto, in Grecia. In particolare, Aletheia si occupa di sostenere progetti che valorizzino l’aspetto educativo per “fare in modo che l’educazione possa favorire l’integrazione sociale e l’indipendenza”.
Cos’è “SolidariTIR”
Il progetto “SolidariTIR” “nasce dalla volontà di pianificare con anticipo gli aiuti umanitari necessari all’emergenza che interesserà i prossimi mesi”, spiega Emanuele. E aggiunge: “L’imminente arrivo dell’inverno, con il conseguente peggioramento delle condizioni climatiche e il contesto socio-politico della Grecia causeranno un progressivo aggravamento della situazione”.
Aiutare nella raccolta di beni di prima necessità: ecco come fare
Per questo motivo, quindi, i giovani volontari ticinesi si sono mobilitati per raccogliere il maggior numero di aiuti umanitari che sono e saranno sempre più necessari. Tra questi: pasta e riso, olio di semi, zucchero, latte in polvere, passata di pomodoro o pelati, biscotti secchi, shampoo, sapone liquido/saponette, biberon, ciucci, dentifrici, spazzolini, pannolini, sacchi a pelo, coperte calde, tende. La raccolta è attiva in Italia e in Ticino, indicativamente fino a fine ottobre 2020.
30 tonnellate di aiuti
Una volta raggiunte le quantità necessarie, circa 30 tonnellate di materiale, un autoarticolato si muoverà attraverso i punti di raccolta territoriale per caricare il materiale umanitario e partirà dal porto di Ancona verso Patrasso. Giunto a destinazione, l’autoarticolato procederà a raggiungere i magazzini (Atene e Corinto) di stoccaggio e distribuzione del materiale che verrà suddiviso tra le organizzazioni operanti sul territorio e distribuito alle persone rifugiate escluse dal sistema d’accoglienza.
Fare la spesa con solidarietà
Per poter partecipare alla raccolta solidale è possibile donare qualsiasi bene presente nella lista, facendo particolare attenzione ai beni alimentari che non devono avere una scadenza previa il 31.01.2021 ed essere imballati nel vetro. Un esempio potrebbe essere quello di effettuare una spesa di qualsiasi importo (non vi è un minimo), oppure donare beni di cui si è già in possesso.
Con chi prendere contatto
Successivamente si può prendere contatto telefonicamente o tramite WhatsApp con alcuni membri dell’associazione ai seguenti numeri: 078 872 70 75 (Elisa Rossini) e 078 930 24 45 (Emanuele Scandale) oppure mediante indirizzo e-mail: [email protected]. I volontari di AletheiaRCS si occuperanno di ritirare i beni gentilmente offerti, li porteranno nei due centri di stoccaggio (uno nel Sottoceneri e uno nel Sopraceneri), dove saranno pronti a partire con il tir.
Perché nasce questo progetto?
Questo progetto nasce perché la Grecia è uno dei paesi maggiormente interessati dai flussi migratori. “Malgrado una diminuzione degli interessi in seguito all’accordo Ue-Turchia del 2016, nell’ultimo anno gli arrivi si sono incrementati nuovamente superando anche le 100mila persone”, racconta Emanuele. Le condizioni di chi vive nei campi, ben conosciute da Emanuele che ha svolto quattro periodi di volontariato in Grecia, sono terribili. “Mancano servizi e beni di prima necessità, spesso i campi in cui vivono sono lontani dai centri abitati e ci sono chiari problemi di sovraffollamento”, aggiunge. A giugno 2020, nel mezzo della pandemia di Covid-19, “il governo greco ha annunciato lo sfratto, dai luoghi di accoglienza che occupavano durante le procedure di asilo, di oltre 11’000 persone detentrici di una protezione internazionale riconosciuta”. Lo scopo di tale decisione mirerebbe a favorire l’inserimento autonomo dei rifugiati nella società, “senza però considerare l’enorme difficoltà che riscontrano per affittare una casa, accedere all’assistenza sanitaria e al sistema scolastico e ottenere un contratto di lavoro”, prosegue.
“Vivono in condizioni debilitanti”
Specchio della tragica situazione attuale è Victoria Square: nel centro di Atene dove ogni giorno si accampano centinaia di persone, di cui molte famiglie con numerosi bambini e donne incinte. “Sono tutti rifugiati che, a causa delle recenti decisioni governative, non hanno più accesso al sistema attraverso il quale viene concesso un ‘pocket money’ mensile e sono stati sfrattati dalle strutture di accoglienza che li ospitavano. Molti di loro provengono dalle isole dell’Egeo (Lesvos, Samos, Chios), dove le drammatiche e debilitanti condizioni in cui sono costretti a vivere i richiedenti asilo sono ormai ben note”, conclude Emanuele.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

