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Ticino
Solidarietà dal Ticino per la ricostruzione di Kobane
Solidarietà dal Ticino per la ricostruzione di Kobane
Solidarietà dal Ticino per la ricostruzione di Kobane
Redazione
9 anni fa
Raccolti 180mila franchi per una nuova scuola. Franco Cavalli: "Un prezioso contributo dei cittadini, non un centesimo dalle autorità "

La città di Kobane, situata nel nord della Siria al confine con la Turchia, divenne suo malgrado famosa due anni fa per la strenua resistenza mostrata dalla sua popolazione (impegnate anche tantissime donne) nei confronti dell’assalto dello Stato Islamico. Resistenza vincente che, oltre mietere migliaia di morti, provocò la distruzione del novanta per cento degli edifici. Il contributo internazionale fu unicamente di ordine militare e si concluse una volta liberata la città.

Ora, a due anni di distanza, di fronte ad una città distrutta, il Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane, ha deciso di concentrare i propri sforzi in un progetto volto alla ricostruzione del sistema educativo cittadino e regionale promosso dalle autorità locali, non escludendo ulteriori interventi. Un progetto che è stato presentato oggi in conferenza stampa alla Casa del Popolo a Bellinzona. 

“Abbiamo deciso di raccogliere 220'000 franchi - commenta il Prof. Franco Cavalli, presidente dell’organizzazione - e finora ne abbiamo racimolato 180'000. A questo punto, è indispensabile raggiungere la cifra prefissa, al fine di consegnare, chiavi in mano, la nuova scuola alla popolazione locale”.

Da dove provengono i primi 180'000 franchi?

“Premettendo che neppure un centesimo è stato versato da autorità cantonali o comunali, tengo a ringraziare quel centinaio di cittadini ticinesi i quali, con il loro preziosissimo contributo, ci hanno avvicinato sensibilmente al tetto dei 220'000 franchi. Il progetto è opera di un architetto curdo residente in Svizzera, ma, ovviamente mano d’opera e, soprattutto, materiale, sono d’origini locali”.

Una scuola, quella di Kobane, che va al di là del significato puramente logistico, come conferma a Ticinonews il segretario del Comitato ticinese, Francesco Bonsaver.

“Certo, l’apertura della scuola consentirà di restituire normalità alla vita dei ragazzi, grazie alla conoscenza acquisita sui banchi. Il tutto, ricordandosi che, oltre all’importante senso di solidarietà nei confronti di una popolazione che combatté contro le bande armate dello Stato Islamico per preservare la propria terra e la libertà, si tratta di una battaglia dell’umanità contro la barbaria”.

Una barbaria, che Ahmet Yaman, esponente della comunità curda in Ticino, tiene a mettere in risalto in tutta la sua gravità e con una certa punta di polemica verso alcuni, troppi, Paesi occidentali.

“Quando i curdi sono riusciti nell’intento di sconfiggere l’Isis, troppe nazioni dell’occidente erano rimaste completamente a margine. Fortunatamente, il grande spirito di solidarietà mostrata da tutta la popolazione, comprese le donne, hanno fatto sì che ci si potesse liberare delle forze dell’Isis”.

Nell’agosto del 1985 il Ticino, attraverso l’aiuto medico al Centro America (AMCA), presieduta proprio dal Prof. Franco Cavalli, per cercare di ovviare all’offensiva dei Contras in Nicaragua, si distinse per uno spiccato senso di solidarietà nei confronti dei popoli oppressi.

"Due anni fa - commenta il Prof. Franco Cavalli - abbiamo deciso di raccogliere 220'000 franchi per l'edificazione della nuova scuola di Kobane racimolandone 180'000, già impiegati in loco per l'edificazione della struttura portante di cemento dell'edificio scolastico, già realizzata. A questo punto, ne mancano 40'000 per il completamento dell'opera, compresi i costi per i banchi, le lavagne e gli armadi e altri componenti base per iniziare immediatamente l'attività scolastica"

Nuove minacce incombono sulla Siria. Sabato 20 gennaio l'esercito turco ha attaccato il Cantone di Afrin, nel nord del paese. Come interpreta l'agire del presidente Erdogan in questi ultimi dieci giorni? 

"Questo tentativo di autentico genocidio perpetrato dal Sultano Erdogan, animato dalla sua mania di riconquista dei territori dell’Impero ottomano, che tra il 1915 e il 1916 provocò 1 milione e mezzo di morti, deve far riflettere e soprattutto reagire l’opinione pubblica. Anche perché, il tentativo di stabilire un sistema democratico nella regione della Rojava, sta infastidendo sempre più il Presidente turco, che potrebbe anche accentuare il suo incedere criminoso”.

La vostra organizzazione sta attivandosi non solo a livello finanziario per sostenere Kobane.

“Esatto. Sabato 3 febbraio, a partire dalle 15.00, con partenza dalla Posta centrale di Bellinzona, partirà un corteo organizzato dalla nostra organizzazione e dai cittadini curdi e siriani presenti sul nostro territorio e provenienti anche da altri cantoni, per cercare di sensibilizzare ulteriormente la nostra popolazione e tutti coloro, tra privati e gruppi finanziari, che vorranno ancora contribuire a raggiungere la cifra di 120'000 franchi, sull’esempio di coloro che ci hanno già permesso di raggiungere quota 80'000".

A questo proposito, ricordo che i versamenti andranno sul conto corrente postale numero 69 – 605609 - Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane- 6932 Breganzona

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