
È comparso stamattina sul sito ufficiale del sindacato OCST un commento alla sentenza del TRAM, riportata oggi dal quindicinale Area, che ha respinto il ricorso della CPA SA contro le sanzioni inflittele dal Governo in merito all'appalto per la pavimentazione di una strada di Carasso.
Un commento inserito nella rubrica "Lo spillo", che si rivela infatti assai pungente, malgrado le velature di voluta ironia.
"Solidarietà con Roberta Pantani" è il titolo del testo, che porta la firma di G.F., quindi presumibilmente il consigliere comunale di Chiasso Giorgio Fonio.
"Il Tribunale Cantonale Amministrativo ha respinto il ricorso della CPA SA contro la decisione del Consiglio di Stato per infrazioni sulla legge delle commesse pubbliche (una cospicua multa e l'esclusione dagli appalti pubblici per 3 mesi)" si legge nello spillo dell'OCST. "CPA SA di cui, fino a poco dopo essere stata scoperta dagli ometti della Commissione paritetica a infrangere le regole, era amministratrice unica tale Roberta Pantani Tettamanti, Consigliera nazionale leghista, chiassese doc e impegnata al massimo alla lotta contro lavoro nero, frontalieri, distaccati e padroncini."
"Ma quali regole ha infranto la CPA di Roberta Pantani?" prosegue il testo. "La prima riguardava la dimensione dei cubotti di granito forniti per la pavimentazione nella frazione di Carasso. Cubotti che evidentemente la consigliera nazionale leghista, con suo grande dispiacere ha dovuto reperire in Portogallo per il tramite di una ditta italiana. Come biasimarla? Nel nostro territorio scarseggiano le cave di granito."
"Roberta Pantani comunque ha il pregio di aver fatto meglio del Municipio di Chiasso nella posa della pavimentazione del Corso San Gottardo" si legge ancora nello spillo. "In prima fila a contestare la scelta di acquistare il famoso granito cinese, Roberta Pantani ha il merito di essersi rivolta ad una ditta con sede nella sua amata Unione Europea."
" La seconda infrazione riguarda l’impiego di lavoratori dell’est per velocizzare i lavori in modo da rispettare i termini" conclude l'OCST. "Anche in questo caso Roberta Pantani non centra nulla. Anzi, sembra essersi battuta come una leonessa per evitare l’impiego di questi due lavoratori. Sempre molto attenta a difendere “i noss” la prode consigliera nazionale ha dovuto ingoiare un secondo rospo. Colpa anche in questo caso dei sindacati spalancatori di frontiere che hanno fatto si che a casa Pantani arrivassero questi due lavoratori dell’est. Evviva la coerenza: della serie, fate quello che dico ma non quello che faccio."
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