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Ticino
"Solidarietà ad Ada Marra"
"Solidarietà ad Ada Marra"
"Solidarietà ad Ada Marra"
Redazione
9 anni fa
Marina Carobbio non sottoscrive la frase "la Svizzera non esiste", ma invita ad assumersi le proprie responsabilità

Si può essere d'accordo o meno con quanto scritto per il 1° agosto dalla consigliera nazionale socialista Ada Marra, ma non è tollerabile insultarla e minacciarla solo per aver espresso il proprio pensiero, a maggior ragione in un Paese democratico come la Svizzera.

È in pratica quanto sostiene Marina Carobbio, che sul suo sito personale (www.marinacarobbio.ch) ha tenuto ad esprimere la propria solidarietà alla collega di Parlamento, massacrata sul web per aver esordito con un "la Svizzera non esiste".

"Alcuni giorni fa, Ada Marra ha scritto un testo sulla Svizzera e sul senso di essere svizzeri" scrive la consigliera nazionale ticinese. "Ha ricordato come ci sono molto modi diversi di essere svizzeri."

"Si può essere d’accordo o meno con queste considerazioni, ma il suo scritto dovrebbe essere l’occasione per riflettere sul senso di appartenenza a una nazione, sull’identità, sul concetto di patria" prosegue Marina Carobbio. "Alcuni media, in particolare online, l’hanno ripreso limitandosi alla prima frase. Molti commentatori sui social l’hanno attaccata, coperta d’insulti, minacciata, al punto che Ada si chiede se chiudere la sua pagina Facebook ai commenti e adire le vie legali."

"Alcune settimane fa è stato presentato in Italia la relazione finale della Commissione speciale sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio" scrive Marina Carobbio. "Da questo rapporto risulta chiaramente come siano sempre più diffusi stereotipi nei confronti delle donne e delle minoranze. La presidentessa della camera del parlamento italiano Boldrini è intenzionata a presentare delle misure per mettere un freno all’odio e il razzismo, anche sui social. Sull’utilità di queste misure si discuterà al momento opportuno. In questo contesto è però importante ricordare come la signora Laura Boldrini sia anche lei spesso oggetto di attacchi verbali in quanto politica donna. Analoga situazione per l’ex ministra italiana Cécile Kyenge più volte vittima di insulti razzisti. Forme di disprezzo, di degradazione e di insulti che toccano in primis, le donne e le minoranze: nei confronti delle donne si assiste atteggiamenti sessisti e discriminatori nei confronti dei gay ed omofobia, verso i migranti razzismo."

"Tutti questi episodi, e potrei citarne molti altri, non possono essere visti come sporadici episodi, magari goliardici da parte di alcuni singoli individui" evidenzia la parlamentare socialista. "Essi evidenziano la necessità di reagire e fare qualcosa per costruire nuovamente una cultura del dialogo e del rispetto. Certo si possono chiudere le pagine sui social o bloccare i commenti, si possono e si devono denunciare comportamenti razzismi e denigratori, ma si devono anche creare le basi per una società dove ci si possa confrontare e discutere senza incorrere negli insulti gratuiti o nel disprezzo dell’opinione altrui."

"La politica e i media, accanto evidentemente ai singoli, hanno in questo senso una responsabilità. Come donna attiva in politica, ma anche come madre e cittadina, intendo assumermi questa responsabilità" scrive quindi Marina Carobbio. "Intanto esprimendo la mia solidarietà ad Ada Marra."

"Ma anche denunciando queste situazioni, invitando chi come me si interessa di cosa pubblica e i media a non assecondare questi fenomeni ma a parlarne, a smontare gli stereotipi e a correggere le false e fuorvianti informazioni e a vedere se e come è necessario reagire sul piano istituzionale" conclude la consigliera nazionale. "Mi auguro che questo blog (www.marinacarobbio.ch, n.d.r.) sia un punto di partenza in questo senso. Perché non c’è democrazia laddove non si può esprime la propria opinione."

Per correttezza e per chi non avesse ancora avuto modo di leggerlo integralmente, riportiamo qui di seguito anche l'intero post pubblicato per il 1° agosto da Ada Marra.

"La Svizzera non esiste. Sono le persone che vi abitano che esistono. Con diverse idee e opinioni. Con lotte e orientamenti diversi. Con differenti priorità e preoccupazioni."

"La storia svizzera, come le storie del mondo, è fatta di mito e storia nazionale. So che Guglielmo Tell non è mai esistito. E che il patto 1291 è solo fra gli altri e che ad un certo punto della storia, è stato adottato come punto di riferimento. Funziona come con le storie dellle religione con i miti nazionali: non appena si ha il dovere di considerarle con senso critico, è l'inizio della fine."

"Ciò che esiste sono le nostre leggi. La nostra democrazia. Il nostro equilibrio tra pubblico e privato."

"Tutto questo non è immutabile. Abbiamo il potere di farlo. Ognuno ama la Svizzera in modo diverso. E ne ha diritto. E non c'è un buon svizzero e un cattivo. Per me non ci può essere nessuna definizione di svizzeri. Poiché la Svizzera non è composta solo da chi ha preso il passaporto. La Svizzera è composta di volontà che si esprimono nelle aree che ciascuno desidera."

"La storia è in movimento. E ciò che vediamo come eterno è in realtà solo l'immagine di un dato momento."

"La mia Svizzera non è la tua. La tua Svizzera non è la mia."

"Dio, quanto è bello vivere in un paese in cui abbiamo il diritto di pensare in modo non uniforme. Questa è la Svizzera che amo. So che è in pericolo più che mai. Mi batterò perché essa continui a vivere."

"Buon 1 agosto a tutti."

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