
Malgrado siano passati ormai tre mesi dalla grandinata che il 25 agosto si è abbattuta sul Locarnese, provocando grossi danni nella regione, la situazione per alcuni abitanti nella zona è lungi dall’essere risolta. Come ci ha raccontato una lettrice di Ticinonews residente a Solduno “ci sono ancora persone sfollate, che si sono dovute arrangiare contando sul sostegno di amici e parenti”. Diverse abitazioni “presentano ancora i segni della grandinata: facendo una stima, sono almeno 3'000 i tetti che avrebbero bisogno di un intervento di riparazione, ma i soli carpentieri della regione non riusciranno a soddisfare tutta questa domanda entro Natale”. Ci sarà dunque gente “che dovrà affrontare l’inverno con i teloni sul tetto”. Tutto questo “senza considerare i danni provocati dall’acqua all’interno delle case. Io ho dovuto buttare via tutto, perdendo di fatto 40 anni della mia vita”.
“Ho visto persone sui tetti in ciabatte mettere i teloni”
La nostra interlocutrice lamenta anche un sostegno insufficiente da parte delle istituzioni. “La sensazione è che Solduno, nel periodo immediatamente successivo alla grandinata, sia stato un po’ abbandonato a se stesso”. Una settimana dopo le violente precipitazioni “si è presentata una camionetta con dei militi della Protezione civile, ma per il resto nessuno è venuto a dare una mano. Ho visto personalmente abitanti del quartiere, anche anziani, salire sul tetto in ciabatte per mettere i teloni di copertura. Possibile che non ci fosse qualcuno, magari dei militari dell’esercito, che potessero fornire un aiuto?”
La replica del Municipio
Un’accusa, quella di un aiuto insufficiente da parte delle autorità, che il sindaco di Locarno Alain Scherrer non condivide. “Bisogna tenere conto che avevamo l’intero parco macchine danneggiato e abbiamo dovuto dare delle priorità, mettere a posto le scuole e pulire le strade”, spiega Scherrer. Si è trattato “di una situazione eccezionale per cui non era possibile essere preparati. Si può sempre fare meglio, ma penso che il personale meriti i complimenti per il lavoro svolto”. Inoltre “abbiamo anche scritto al Cantone, chiedendo aiuto”. La risposta ricevuta in tal senso viene però giudicata insufficiente. La sensazione “è che al di fuori del Locarnese non si abbia recepito la violenza dell’evento”. Per quanto concerne le difficili condizioni in cui vivono ancora alcuni cittadini “posso comprendere questi disagi: anch’io ho ancora il telone sul tetto”, conclude il sindaco.
Alcune cifre
Per cercare di inquadrare meglio la situazione, abbiamo chiesto alcuni dati alla Polizia Comunale di Locarno. “In base alle informazioni in nostro possesso, a noi risultano sette nuclei familiari, per un totale di dieci persone, che si trovano ancora in alloggi provvisori”, ci dice il comandante della PolCom Simone Terribilini. “Si trovavano tutti in edifici del quartiere Campagna che sono stati particolarmente toccati dalla grandine”. Queste “sono le cifre di cui disponiamo noi. Se una persona si è trasferita momentaneamente da un parente o da un amico senza annunciarsi, chiaramente non rientra nelle nostre statistiche”.

