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Ticino
Solduno: aveva il divieto di avvicinarsi
Immagine Ticinonews
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Sul giovane sparatore 20enne pendeva una misura restrittiva che gli impediva di avvicinarsi alla vittima. L’attuale ragazzo sarebbe stato legato a una sedia nell’appartamento

Più passano le ore, più si delineano i contorni del grave fatto di sangue che ieri sera, poco prima delle dieci, ha scosso il quartiere di Solduno. L’ultimo aggiornamento da noi raccolto riguarda la misura restrittiva che impediva al giovane 20enne di avvicinarsi alla ragazza. La Rsi riferisce inoltre che uno dei motivi per i quali al sangallese è stato ingiunta una misura restrittiva è un video di minacce che aveva inviato alla vittima.

Sparo con il fucile
A sparare, con un fucile di grosso calibro, sarebbe stato l’ex compagno della giovane locarnese, rimasta ferita in modo gravissimo all’addome. La 22enne - riferisce la polizia in un comunicato - starebbe lottando tra la vita e la morte.

Legati alla sedia e poi il colpo attraverso la porta
Stando sempre a nostre informazioni prima della sparatoria, però, il 20enne avrebbe legato con delle corde l’attuale ragazzo della vittima – presente nell’appartamento – e verosimilmente anche la giovane donna a una sedia, dalla quale sarebbe riuscita a slegarsi per poi scappare e percorrere cinque piani e arrivare nell’atrio chiudendosi la porta alle spalle. Secondo nostre informazioni, il 20enne, residente nel Canton San Gallo, le avrebbe sparato attraverso la porta a vetri dell’entrata dell’edificio di via Vallemaggia, teatro dei fatti. Probabilmente il fatto che la giovane si sia chiusa la porta alle spalle e che il proiettile abbia dovuto attraversare il vetro ha reso la ferita meno grave.

Probabilmente è scoppiata una lite
A confermare la dinamica dei fatti è che lui si trovava all’interno e lei all’esterno nel vano d’ingresso dove ancora oggi sono ben visibili le tracce del suo sangue; verosimilmente in fuga. Poco dopo, secondo quanto riferito da testimoni, il giovane avrebbe esploso nel vuoto ancora altri cinque colpi, ma dall’appartamento di lei, al penultimo piano della palazzina.

Si fa largo l’ipotesi della premeditazione
In seguito, spiegano i testimoni vicini, si sarebbe consegnato alle forze dell’ordine. Tra gli inquirenti – sempre secondo nostre informazioni – si starebbe facendo largo l’ipotesi della premeditazione. Proprio per questo motivo, l’arresto è immediatamente scattato con l’accusa di tentato assassinio, in subordine tentato omicidio intenzionale. L’altro giovane presente, attuale compagno della ragazza, è stato fermato in quanto persona a conoscenza dei fatti e nel frattempo rilasciato, perché egli stesso vittima del 20enne. L’indagine è coordinata dal Procuratore pubblico Roberto Ruggeri.

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