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Soldi statali spesi in Italia: "Siamo senza parole"
Soldi statali spesi in Italia: "Siamo senza parole"
Soldi statali spesi in Italia: "Siamo senza parole"
Redazione
11 anni fa
Tre consiglieri comunali interrogano l'Esecutivo chiassese: "Avete speso soldi nelle tipografie d'oltre confine?"

"Apprendere che ci sia la possibilità che soldi pubblici svizzeri siano giunti a ditte italiane ci lascia senza parole".

Così tre consiglieri comunali di Chiasso - Claudio Schneeberger (Lega), Gianandrea Mazzoleni (Lega) e Carlo Coen (PLR) - commentano la notizia, secondo cui alcuni enti pubblici, che beneficiano di sussidi cantonali, si sarebbero rivolti a tipografie italiane per far stampare i loro cataloghi. Si tratterrebbe nello specifico del centro culturale M.A.X Museo di Chiasso, dell'Archivio del moderno, dell'Accademia di architettura di Mendrisio, della pinacoteca Züst di Rancate e in alcuni casi anche delll'archivio di Stato di Bellinzona.

A lanciare l'allarme oggi è stata l'associazione del settore nel campo della comunicazione visiva Viscom. Ora i tre consiglieri comunali portano la questione direttamente sui banchi dell'Esecutivo chiassese tramite un'interrogazione. 

"Anche noi riteniamo che i soldi dei sussidi pubblici andrebbero sempre spesi su suolo svizzero" ribadiscono Schneeberger, Mazzoleni e Coen. "Ricordando che il MAX museo appartiene al Comune e quindi i soldi utilizzati sono completamente pubblici, non solo per quanto riguarda i sussidi, ma anche per i costi sostenuti tramite le imposte sopportate dai cittadini di Chiasso".

Pertanto i tre consiglieri comunali chiedono al Municipio di Chiasso: "Il dicastero cultura ha speso dei soldi nelle tipografie d'oltre confine o altri soldi pubblici con ditte estere? Se sì, a quanto ammontano queste spese complessivamente e annualmente? A quanto ammontano annualmente le spese sopportate da tutti i dicasteri per quanto riguarda stampati, volantini, cataloghi, inviti, ecc...? Come vengono gestite queste spese tipografiche?"

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