
Sostegno agli impianti di risalita di Airolo. Soldi a Bosco Gurin, ma solo per la riconversione estiva. Questa era la proposta formulata ieri al Governo dal Dipartimento finanze ed economia per risolvere finalmente la questione delle stazioni invernali alla luce del rapporto presentato da una società di consulenza grigionese. Stamattina il Consiglio di Stato ha proseguito la discussione e dopo circa due ore e mezza di tira e molla è giunto a un compromesso: finanziamenti ricorrenti solo ad Airolo, quantificabili in circa 800'000 franchi all’anno, ma credito ponte biennale, dunque per le stagioni 2008-2010, anche per Bosco Gurin e Carì.Una soluzione che ricalca quella adottata l’anno scorso, quando alle due stazioni sciistiche venne concesso un finanziamento pubblico globale di 800'000 franchi. Scaduto il biennio, Bosco e Carì dovranno stare in piedi con le proprie forze. Per quanto riguarda il futuro delle stazioni invernali di Bosco Gurin e Carì, il Consiglio di Stato è disposto anche ad esaminare la possibilità di rinunciare ai propri crediti nell’ambito di un progetto di ristrutturazione e riorganizzazione dell’attività.Il Governo illustrerà la decisione nei dettagli nel corso di una conferenza stampa in agenda domani. Ora si pone il problema di come gestire i rapporti decisamente turbolenti tra il Cantone e l’imprenditore Giovanni Frapolli, che gestisce di fatto tutte e tre le stazioni invernali. [email protected]
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