
Tutti gli aiuti all'estero devono essere sottoposti a votazione popolare.
Lo chiede il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega) con una mozione al Consiglio federale volta a modificare l'articolo 140 della Costituzione federale.
"Lo scorso 18 maggio i cittadini elvetici si sono potuti esprimere sui Gripen, i cui costi erano già compresi nel budget del Dipartimento militare" scrive Quadri. "Con tutta probabilità, visto l’annunciato lancio del referendum in caso di approvazione anche da parte del Consiglio nazionale, i cittadini potranno esprimersi anche sul traforo di risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo. Questo malgrado formalmente non sarebbe in realtà stato necessario inserire questo oggetto in un atto legislativo sottoposto a referendum."
"E’ giusto che i diritti popolari, caratteristici della nostra democrazia, vengano tutelati e promossi" prosegue il consigliere nazionale, secondo cui ciò deve avvenire anche nel campo degli aiuti regolarmente erogati all’estero.
Di conseguenza, Quadri chiede al Consiglio federale che in futuro gli aiuti all’estero vengano inseriti in un decreto che sia sottoposto al referendum obbligatorio. "Questo perché, trattandosi di spese ricorrenti, contrariamente all’acquisto dei Gripen o al risanamento del Gottardo che sono investimenti “una tantum”, non si può ragionevolmente pretendere dalle forze politiche che procedano a continue raccolte di firme" spiega.
"In concreto ai cittadini, approfittando delle votazioni federali di fine novembre, va annualmente sottoposta una lista dei vari aiuti all’estero previsti per l’anno successivo" conclude Quadri. "Il cittadino deve avere la possibilità di approvare o respingere ogni singolo aiuto. I costi generati dalla votazione andranno in deduzione degli aiuti eventualmente concessi."
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