
Chi è stato a proporre la nomina della consigliera nazionale leghista Roberta Pantani nel CdA del Festival del film di Locarno? Il presidente Marco Solari o la stessa Lega dei Ticinesi?
Il dilemma resta irrisolto. Interpellato dalla RSI, Solari ha dichiarato che la Lega ha "gentilmente chiesto" di essere rappresentata tra i 28 membri che compongono il CdA. Domenica scorsa sul Mattino, la Lega ha invece sostenuto che sarebbe stato invece Solari "a insistere a più riprese con via Monte Boglia perché il movimento designasse un proprio rappresentante da inserire nel CdA."
"E di certo non c'era la coda per entrare!" ha aggiunto il Mattino, augurando buon lavoro a "Pardo-Panty", ritratta in un fotomontaggio in stile festival.
Il PPD, evidentemente, crede alla versione di Solari. Non per nulla oggi su Popolo e Libertà il partito guidato da Fiorenzo Dadò si complimenta con il presidente del festival per la mossa.
"Abile il buon Solari a mettere il bavaglio alla Lega (perché se non di bavaglio, di cosa si tratta?)" scrive il PPD in un breve articolo intitolato "Il festival delle cadreghe".
"Giuliano Bignasca, la vera anima del Movimento di via Monte Boglia, definiva il Festival di Locarno una "sacca di clientelismo strasussidiata"..." scrive il PPD. "Grande operazione di alchimia deve perciò aver fatto Marco Solari per convincere la barricadiera Roberta Pantani, notoriamente tanto allergica alle cadreghe, a sedersi anche lei al tavolo..."
"Oddio, nulla di male a dare una mano (?) al Festival" prosegue il PPD, "ma è certo che ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi della Carovana della Libertà del Nano e dalla guerra alla partitocrazia "arraffa arraffa"...".
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