
Seduta straordinaria per la Commissione tripartita, incontratasi oggi per discutere dell’effetto dell’abolizione del tasso di cambio fisso fra franco ed euro. A Bellinzona, le parti sociali hanno ribadito l’importanza del dialogo con lo Stato “elemento cardine per permettere a lavoratori e aziende di superare con successo eventuali difficoltà puntuali nel breve termine causate dall’abbandono da parte della Banca Nazionale Svizzera della difesa del cambio minimo tra franco ed euro.”
In questo senso le parti si sono impegnate ad intensificare i contatti per trovare soluzioni per far fronte ai problemi legati all’abolizione della soglia minima.
Fra le misure proposte quest’oggi, la tripartita è tornata a parlare d’indennità di lavoro ridotto. “Nel momento in cui si dovesse evidenziare un calo degli ordinativi, lo strumento che permetterà di affrontare la situazione senza procedere a licenziamenti dovrebbe essere, come già avvenuto nel 2011 in occasione della precedente crisi monetaria, l’accesso alle indennità di lavoro ridotto. Per lavoro ridotto – si spiega – si intende una riduzione temporanea o una sospensione completa dell’attività dell’azienda, pur mantenendo i rapporti contrattuali di lavoro.”
La Sezione del lavoro, fanno sapere dalla Commissione, ha già sollecitato la SECO per chiedere chiare direttive in merito al riconoscimento del rischio di cambio fra quelli esplicitamente riconosciuti.
Le parti sociali, inoltre, auspicano misure congiunturali a sostegno dell’economia del Cantone
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

