
Si allontana la parola fine per il caso Sogevalor, società finanziaria in via Nassa a Lugano, che dal 1998 al 2004 è stata al centro di un megadissesto da 131 milioni di franchi (vedi articoli suggeriti). Come anticipato ieri dalla RSI, nei giorni scorsi il Tribunale federale ha deciso di rimandare l'incarto alla Corte d'Appello segnalando "ritocchi di pena e inghippi procedurali che dovranno essere corretti".
Nel 2012 gli ex membri e vertici della società furono condannati in primo grado a una pena complessiva di 11 anni. Giorgio Bernardoni (vicepresidente) e Rudolf Oechslin (vicepresidente e membro del CdA) avrebbero dovuto scontare 3 anni e 6 mesi. Due anni sospesi erano stati decisi invece per Otto Meier e per Gianfranco Matteuzzi (presidente il primo e membro del CdA il secondo).
Contro questa decisione fecero ricorso Bernardoni, Oeschlin e Meier chiedendo una riduzione della pena, e nel 2014 si arrivò all'Appello. La pena di Bernardoni fu dunque ridotta a 3 anni (6 mesi da scontare), quella di Meier a 18 mesi (sospesi) e quella di Oechslin a tre anni (parzialmente sospesi).
Ma il Tribunale federale ha ritoccato l’accusa di gestione infedele mossa nei confronti di Bernardoni e riconosciuto una questione procedurale sollevata dal difesore di Meier, che la ora la Corte d'Appello dovrà correggere. Probabilmente si andrà in Appello anche per Pierpaolo Matteuzzi, titolare dell'azienda rimasto per anni latitante e infine processato e condannato nell’agosto dell’anno scorso a 30 mesi (di cui 7 da espiare).
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